22 maggio 2026
Ufficio regionale per le Migrazioni
«PIÙ A SUD DI TUNISI, MA IN SICILIA»: LA DELEGAZIONE MIGRANTES PIEMONTESE NEL CUORE DELL’ACCOGLIENZA RAGUSANA. LA CRONACA DELLA QUINTA GIORNATA DI VISITA DI MIGRANTES PIEMONTE IN SICILIA
La mattina di giovedì 21 maggio, la delegazione Migrantes Piemonte in visita in Sicilia per conoscere l’accoglienza dell’Isola raggiunge Ragusa.
Nella cronaca del diac. Santino Tornesi, direttore dell’Uffcio regionale della CESi per le Migrazioni, la delegazione piemontese ha lasciato Messina alla volta di Pozzallo. Affacciata sul Mar Mediterraneo, la città è nota sia per aver dato i natali al celebre politico e “sindaco santo” Giorgio La Pira, sia per ospitare – nell’area dell’ex dogana del porto – uno dei principali hotspot per migranti della regione.
Ad accogliere gli ospiti presso la Chiesa della Madonna della Fiducia è stato il direttore della Migrantes diocesana, don Paolo Catinello. Nel salone parrocchiale, la delegazione ha assistito alla proiezione di un video informativo sull’hotspot e sulle attività dell’organismo diocesano.
Successivamente, il dott. Morello ha illustrato nel dettaglio le procedure eseguite all’arrivo dei migranti in porto, a partire dalle visite sanitarie fino al trasferimento nella struttura.
Dopo questa prima introduzione, la comitiva ha raggiunto l’hotspot. Lì, ad attenderli, c’era il vicario prefetto di Ragusa, il dott. Antonio Gullì, che ha spiegato i protocolli attualmente in vigore. I delegati hanno quindi potuto visitare i diversi settori della struttura, dove i migranti sono alloggiati in grandi
camerate separate e divise per genere (uomini, donne e minori). Un ampio spazio è stato poi dedicato alle domande, offrendo alla delegazione la possibilità di ricevere chiarimenti e approfondimenti.
Conclusa la visita, il gruppo è tornato nei locali parrocchiali, dove le volontarie della “Mensa dell’Incontro” – dedicata a Padre Giovanni Bottarelli – hanno preparato il pranzo, offerto dalle Caritas e Migrantes diocesane. L’incontro, curato nei minimi dettagli e vissuto in un clima di fraterna accoglienza, ha profondamente emozionato i delegati piemontesi che, insieme al vescovo Marco Prastaro, hanno espresso viva gratitudine a quanti si sono spesi per questo momento di comunione e di prezioso scambio di esperienze pastorali tra “chiese sorelle”.
Al termine del pranzo, la delegazione è partita alla volta di Ragusa.
“Siete più a sud di Tunisi, ma in Sicilia”. Con questo caloroso benvenuto l’Ufficio per le Migrazioni della diocesi di Ragusa ha salutato la delegazione piemontese, giunta nel pomeriggio nella città capoluogo.
È stato don Rosario Cavallo, direttore della Migrantes diocesana, a introdurre il lavoro svolto dall’ufficio. Come testimoniato dalla presenza di Domenico Leggio, direttore della Caritas diocesana e delegato Regionale per la Carità, si tratta soprattutto di un impegno di pastorale integrata tra gli uffici, ormai da decenni a fianco nello studio del fenomeno della mobilità umana e nell’organizzazione di eventi a favore della comunità migrante.
Agli ospiti piemontesi è stata illustrata la peculiare storia della provincia ragusana, piccola ma interessata fin dagli anni ’70 da movimenti migratori. Ragusa, infatti, è la provincia in cui lavorano
decine di migliaia di lavoratori agricoli, ma anche uno dei teatri principali del fenomeno degli sbarchi.
Queste circostanze hanno contribuito a fare di Ragusa una delle province con i numeri più alti nel sud Italia sia come incidenza di popolazione straniera sul totale della popolazione residente (oltre l’11%, con punte che sfiorano il 30% nei comuni agricoli di Acate e Santa Croce Camerina), sia come presenza di studenti stranieri.
La prima parte del pomeriggio si è conclusa con il racconto di Valentina Distefano, presidente dell’Associazione I Tetti Colorati ETS, che ha condiviso l’esperienza del progetto ABC dei Diritti.
Attraverso questa iniziativa, la Migrantes ha offerto sostegno scolastico e occasioni di incontro a decine di studenti a Marina di Ragusa e Santa Croce Camerina.
La seconda parte dell’incontro è stata riservata alla presentazione del libro “Sacri, santi e inviolabili” (Tau Editrice). Alla presenza degli autori Rita Mirabella e Vincenzo La Monica, è stata illustrata la storia del popolo dei Caminanti di Sicilia, attraverso testimonianze orali raccolte direttamente all’interno della Comunità, svelandone storie, ricordi e trasformazioni.
A colpire più di tutti è stata la testimonianza di Maria Rasizzi Scalora, che si è spiritosamente definita “una Caminante non praticante”. Maria ha raccontato cosa ha significato per lei conservare i valori familiari pur scegliendo una vita diversa, concretizzatasi nel matrimonio con un ragazzo non appartenente alla comunità. Il dibattito ha suscitato molte domande da parte degli ospiti piemontesi, che hanno riscontrato forti affinità con il loro lavoro quotidiano presso le comunità rom.
PER APPROFONDIRE:
- Ponti di solidarietà: la delegazione Migrantes Piemonte in Sicilia per un viaggio di condivisione e speranza. La cronaca del primo giorno
- Nel cuore della Palermo più accogliente: la cronaca della seconda giornata della visita di Migrantes Piemonte in Sicilia
- Cefalù, Monreale e Tindari: un itinerario di luce, arte e accoglienza. La terza giornata in Sicilia della Migrantes Piemonte
- Migrantes Piemonte a Messina: un viaggio tra storia, comunione e nuove frontiere dell’accoglienza














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