21 maggio 2026
Ufficio regionale per le Migrazioni
MIGRANTES PIEMONTE A MESSINA: UN VIAGGIO TRA STORIA, COMUNIONE E NUOVE FRONTIERE DELL’ACCOGLIENZA. LA CRONACA DELLA QUARTA GIORNATA
Nella giornata mercoledì 20 maggio, dopo la prima colazione, gli ospiti piemontesi, guidati da mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti e delegato per le Migrazioni della Conferenza Episcopale Piemontese e dal direttore regionale Migrantes, Sergio Durando, sono stati accompagnati in tour nei luoghi simbolo di Messina.
La cronaca della giornata è del diac. Santino Tornesi, direttore dell’Ufficio regionale per le Migrazioni.
Il percorso è iniziato dallo straordinario belvedere del Sacrario di Cristo Re, la delegazione ha potuto abbracciare con lo sguardo l’intero Stretto di Messina, unendo la bellezza paesaggistica alla solennità del luogo. La tappa al Sacrario ha offerto un momento di profondo raccoglimento dinanzi al monumento che custodisce le spoglie dei caduti delle due guerre mondiali. Un passaggio reso ancora più significativo dal legame ideale tra le due regioni: l’imponente architettura barocca del tempio si ispira infatti alla celebre Basilica di Superga, capolavoro del progettista messinese Filippo Juvarra.
La delegazione ha poi fatto tappa al Santuario della Madonna di Montalto, luogo dal valore storico e spirituale inestimabile, legato indissolubilmente al miracolo della “Dama Bianca” durante i Vespri Siciliani del 1282. La visita, guidata dal parroco, don Lorenzo Campagna, ha permesso ai partecipanti di toccare con mano il cuore della devozione messinese, proprio sul colle che fu il primo nucleo della ricostruzione dopo il terremoto del 1908.
Dopo un breve tragitto, la delegazione ha fatto ingresso in Cattedrale, dove i partecipanti sono stati calorosamente accolti dal parroco, don Roberto Romeo. Qui il gruppo ha celebrato la Santa Messa all’altare del Santissimo Sacramento, un momento di profonda spiritualità impreziosito dal suggestivo ascolto di un brano eseguito al monumentale organo Tamburini. La visita ha dato la possibilità di scoprire i tesori del Duomo, tra la millenaria bellezza della Cripta e le preziose collezioni del Museo del Tesoro, per poi concludersi sul sagrato alle ore dodici: con gli occhi rivolti al cielo, la delegazione ha assistito allo spettacolare carosello delle statue semoventi del campanile, un emozionante tributo alla storia e alla fede della città.
La ricca mattinata si è infine conclusa con la visita alla Chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani, autentico gioiello di epoca normanna superstite ai grandi terremoti che hanno segnato la
città. La delegazione ha potuto ammirare da vicino lo straordinario innesto di stili bizantino, arabo e romanico, rimanendo affascinata dall’elegante gioco di intarsi e volumi dell’abside, perfetto suggello
di un itinerario alla scoperta dell’anima multiculturale e millenaria di Messina.
Dopo il pranzo presso l’Istituto Teologico San Tommaso dei padri salesiani, il pomeriggio è stato interamente dedicato ai lavori assembleari, aperti dal caloroso saluto dell’Arcivescovo di Messina, Mons. Giovanni Accolla. Il presule ha espresso profonda gratitudine per questa tappa, definendola un prezioso dialogo tra due Chiese volto alla crescita della pastorale specifica e un segno tangibile di comunione ecclesiale. A ruota, l’intervento di Mons. Marco Prastaro, Vescovo di Asti e delegato Cep
(Conferenza Episcopale Piemontese) per le migrazioni, ha evidenziato il valore dell’esperienza, sottolineando come l’incontro stia avvenendo con un calore umano e un’attenzione che solo la terra di Sicilia sa donare.
A coordinare la sessione è stato poi il diacono Santino Tornesi, direttore Migrantes diocesano e regionale, il quale, prima di dare avvio al dibattito, ha tracciato la storia dell’organismo messinese.
Tornesi ha ripercorso lo sviluppo della presenza dei migranti sul territorio e l’evoluzione della risposta ecclesiale: un cammino che ha visto la percezione del fenomeno migratorio mutare lentamente da emergenza provvisoria a realtà strutturale. Dall’iniziale accompagnamento alle necessità materiali più urgenti, la pastorale si è orientata nel tempo verso una cura spirituale profonda, che trova oggi il suo fulcro e la sua espressione più bella nella preziosa realtà delle Cappellanie filippina e srilankese.
I due cappellani, p. Ferico Duque e padre Lanka Deshapriya hanno brillantemente raccontato, anche attraverso l’uso di sussidi multimediali, la struttura delle rispettive realtà, la ricchezza delle attività promosse e il continuo lavoro profuso per tenere insieme le radici culturali dei fedeli con un cammino
costante verso la piena integrazione nella Chiesa diocesana.
Subito dopo, l’attenzione si è spostata su un nuovo mondo che si è aperto al servizio della Migrantes messinese: quello delle migrazioni forzate. Una realtà con cui la città si è interfacciata da vicino a partire dal 2014, con i primi storici arrivi in porto dei migranti soccorsi nel Mediterraneo grazie
all’operazione Mare Nostrum. È stata la volontaria Elena De Pasquale a ripercorrere quella complessa fase storica, ricordando come l’iniziale improvvisazione e l’inadeguatezza logistica delle tende del PalaNebiolo abbiano progressivamente lasciato il posto a un sistema strutturato, composto sia da grandi centri d’accoglienza sia da numerose e virtuose strutture della rete SAI (Sistema Accoglienza Integrazione). In ognuno di questi passaggi, l’organismo diocesano non ha mai fatto mancare il proprio impegno nel solco del suo specifico mandato.
Questo focus sulle migrazioni forzate ha offerto a Elena De Pasquale lo spunto per rievocare l’esperienza vissuta a Lampedusa nel 2011, in piena Primavera Araba. Una presenza sul campo che
ha generato frutti importanti, come la pubblicazione di un libro e la realizzazione di un cortometraggio, ma che ha anche strutturato un canale di attenzione comunicativa permanente: un progetto in cui sono stati gli stessi abitanti di Lampedusa a produrre gli articoli e i contenuti poi pubblicati sul sito della Fondazione Migrantes.
Questo focus ha offerto lo spunto per presentare la redazione multimediale e multiculturale di Agorà-Spazio Migrante(S), un progetto composto da giovani italiani e con background migratorio che hanno appena iniziato un percorso giornalistico di avvicinamento in vista della visita di Papa Leone a Lampedusa il prossimo 4 luglio.
Infine, l’ultimo spazio dei lavori è stato dedicato a una nuova, cruciale frontiera della pastorale: quella degli studenti internazionali dell’Ateneo messinese, cresciuti in cinque anni del 406% (passando da 853 a 4.323). A descrivere l’impegno della Chiesa locale su questo versante sono state le parole di
suor Stella Johnjoseph, religiosa scalabriniana, affiancata dalle toccanti testimonianze di tre studenti che hanno espresso profonda gratitudine per un’accoglienza che li ha fatti sentire a casa, seppur lontani dagli affetti familiari. A chiudere il cerchio degli interventi è stato Sergio Durando, direttore di Migrantes Piemonte, che ha condiviso l’esperienza della Migrantes di Torino nella cura pastorale degli studenti esteri, offrendo un bagaglio di buone pratiche che la realtà messinese farà proprie per tradurle in concrete azioni sul territorio.
Dopo la cena, la giornata si è tinta dei colori della festa grazie a un momento culturale offerto dalle due Cappellanie, che si sono esibite nelle danze tipiche del loro repertorio. Ad aprire e chiudere la serata sono state le emozionanti canzoni di Ivano Fossati, reinterpretate da Rosario Zona e Antonello Sidoti della Migrantes messinese. Una bellissima parentesi di convivialità prima del meritato riposo, in vista della partenza l’indomani alla volta di Pozzallo e Ragusa.
PER APPROFONDIRE:
- Ponti di solidarietà: la delegazione Migrantes Piemonte in Sicilia per un viaggio di condivisione e speranza. La cronaca del primo giorno
- Nel cuore della Palermo più accogliente: la cronaca della seconda giornata della visita di Migrantes Piemonte in Sicilia
- Cefalù, Monreale e Tindari: un itinerario di luce, arte e accoglienza. La terza giornata in Sicilia della Migrantes Piemonte













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