19 maggio 2026
Ufficio regionale per le Migrazioni
NEL CUORE DELLA PALERMO PIU’ ACCOGLIENTE: LA CRONACA DELLA SECONDA GIORNATA DELLA VISITA DI MIGRANTES PIEMONTE IN SICILIA
Ha inizio da Palermo la visita della Delegazione Migrantes Piemontese alle Migrantes delle Chiese di Sicilia. Un’importante occasione di conoscenza reciproca, riflessione e scambio, volta a individuare nuove piste di servizio. L’obiettivo è rendere sempre più efficace una pastorale capace di abitare la complessità delle migrazioni: un fenomeno da vivere come “segno dei tempi” e come appello a rinnovare la nostra fedeltà al Vangelo.
La cronaca è del diac. Santino Tornesi, direttore regionale Migrantes
La giornata si apre con la visita alla Missione Speranza e Carità, la straordinaria realtà nata a Palermo dall’intuizione e dalla scelta radicale di Fratel Biagio Conte. Una vera e propria “cittadella degli ultimi” che oggi accoglie centinaia di fratelli e sorelle da ogni parte del mondo, offrendo loro non solo un tetto, ma dignità, lavoro e speranza. Per la delegazione piemontese, toccare con mano l’eredità di Fratel Biagio significa vedere incarnata quella “pastorale del fare” capace di trasformare l’accoglienza in autentica fraternità universale. Ad accogliere gli ospiti e a presentare la figura del fondatore è stato don Pino Vitrano, cofondatore e guida spirituale della Missione.
Subito dopo, la delegazione si è trasferita nel quartiere della Kalsa. Qui, in via La Marina, sorge la Chiesa di Santa Maria dei Miracoli, un edificio in stile rinascimentale che dal 2008 rappresenta l’impegno della Migrantes diocesana verso la cura spirituale dei migranti cattolici presenti nel capoluogo siciliano. Una presentazione a tre voci ha descritto la storia e l’azione dell’organismo pastorale: un cammino tracciato da tante figure, tra le quali spicca per lungimiranza l’impegno profuso da don Sergio Natoli, missionario OMI. Il direttore Mario Affronti, l’assistente spirituale padre Luca Polello (OMI) e Mariella Palermo hanno aiutato a leggere i diversi segni presenti nella chiesa, presentando inoltre l’esperienza dell’Associazione “Arcobaleno dei Popoli” e del Coro interculturale.
I tempi serrati hanno scandito il resto della giornata. Dopo il pranzo, la delegazione è tornata nel centro storico e, dopo aver attraversato il colorato mercato di Ballarò, si è ritrovata al Centro Agape della Caritas diocesana. Ad attendere gli ospiti c’era l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, che è anche vescovo delegato per le Migrazioni della Conferenza Episcopale Siciliana. Il momento di confronto è stato aperto dal direttore di Migrantes Sicilia, il diacono Santino Tornesi, che ha illustrato quale mobilità interpelli oggi le Chiese di Sicilia e come sia strutturato l’organismo regionale incaricato di coordinare l’attenzione e la sinergia pastorale.
Successivamente la parola è passata ai due vescovi presenti, entrambi membri della Commissione Episcopale per le Migrazioni della CEI. Nel suo intervento, mons. Corrado Lorefice ha offerto una prospettiva lucida e coraggiosa, accendendo i riflettori sul ruolo della Sicilia: uno storico crocevia nel cuore del Mediterraneo che, oggi più che mai, deve essere un “molo aperto” e un laboratorio di fraternità universale. Nel richiamare la responsabilità delle comunità cristiane, Lorefice ha sottolineato la necessità di una pastorale profetica, capace non solo di assistere, ma di denunciare le ingiustizie e di promuovere una cultura del diritto, della dignità e della cittadinanza universale, per essere vere “comunità messianiche”.
A seguire, vi è stato l’intervento altrettanto forte e appassionato di mons. Marco Prastaro, vescovo di Asti e delegato per le Migrazioni della Conferenza Episcopale Piemontese. Il presule ha indicato nella fedeltà al Vangelo la via maestra dello stare accanto ai migranti; una fedeltà che non può permettersi letture parziali o funzionali a politiche escludenti che violano i diritti della persona.
L’incontro si è poi chiuso con un videomessaggio di Luca Casarini, cofondatore dell’ong Mediterranea Saving Humans, volto a tenere alta l’attenzione sulla letale rotta del Mediterraneo centrale e sulla necessità di presidiare quel tratto di mare in cui ogni giorno si consumano tragedie annunciate.
La densa giornata si è conclusa con la cena al ristorante Moltivolti, nel cuore pulsante di Ballarò. Questa realtà promuove il cibo come strumento di dialogo tra persone portatrici di culture diverse ed è uno spazio di coworking, ma soprattutto un laboratorio vivente di convivenza, dove la diversità è considerata un valore fondamentale e ogni incontro diventa un’opportunità di crescita.
PER APPROFONDIRE: Ponti di solidarietà: la delegazione Migrantes Piemonte in Sicilia per un viaggio di condivisione e speranza. La cronaca del primo giorno














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