“E’ necessario ripensare la formazione delle equipe in riferimento agli obiettivi pastorali, alle tipologie e alle diverse responsabilità che esse assumono all’interno della più vasta funzione educativa della Diocesi. Una ‘formazione dei formatori’ che tenga conto delle indicazioni della Chiesa italiana e delle sollecitazioni dei vescovi e che, al contempo, sia fedele alla storia, alle tradizioni e alla cultura della diocesi”. Così mons. Salvatore Muratore, vescovo di Nicosia e delegato della Conferenza Episcopale Siciliana per la Dottrina della fede e la Catechesi, spiega le ragioni e l’indirizzoscelto per ilsecondo modulo della Scuola di formazione regionale per catechisti, organizzata dall’Ufficio Cesi di riferimento.
La formula è quella residenziale, il metodo è quello laboratoriale: quattro giorni (26 – 29 agosto 2017) presso il Centro Maria Immacolata, a Poggio San Francesco, Monreale (PA), scanditi da fasi “espressive”, “di approfondimento” e di “riappropriazione”. L’obiettivo è abilitare i direttori degli Uffici diocesani per la Catechesi e i loro collaboratori “a formarsi”, “a formare” e “a condurre l’Ufficio”, attraverso un percorso formativo contestualizzato a livello regionale, sia riguardo alle risorse, sia riguardo ai contenuti. Destinatarie, dunque, le equipe degli Ucd, sia quelle già esistenti sia quelle da costituire.
“L’equipe, nel modello catecumenale – spiega mons. Muratore -, è chiamata a contribuire alla costituzione della comunità ecclesiale diocesana, curando la formazione dei catechisti delle singole comunità parrocchiali: invita, abilita, forma, fa crescere, è garante della comunione, coordina la mediazione evangelica, crea cultura, stimola la testimonianza. Tutto ciò – aggiunge – può nascere solo da una fede matura, da un forte senso di amore e appartenenza alla Chiesa diocesana con la sua storia e le sue tradizioni. Per questa ragione abbiamo pensato una formazione regionale che tenga conto della cultura della nostra Isola, per abilitare le nostre equipe diocesane al prezioso servizio di mediazione tra i diversi linguaggi e la novità del Vangelo. Non ci può essere, infatti, inculturazione e personalizzazione del Vangelo senza il discernimento, cioè il sapiente rapporto tra la cultura siciliana ricca di fede e di tradizione e il messaggio evangelico, sempre vivo e vivificante”.
Il vescovo delegato Cesi per la Catechesi ribadisce, poi, che le equipe Ucd avranno la possibilità di riscoprire la loro funzione di comunità educanti a livello di Chiesa diocesana, valorizzando le diverse competenze presenti al loro interno. Saranno abilitate a curare le quattro dimensioni formative del catechista: essere, sapere, saper fare, saper stare con (cf IG 82), a proporre una formazione integrata con la persona, con l’insieme dei processi formativi, con il sapere della fede e l’esperienza di fede”. [01]
ULTIME NEWS
Condividi
Niscemi - abitazioni in bilico - FOTOGRAMMA per Avvenire
di mons. Michele Pennisi
Pegaso editore
Caltagirone, 2025
Nell’opera “Dalla terra al cielo” sono raccolti una serie di editoriali pubblicati nell’arco di sei anni (2017-2022) sul quotidiano on line “In Terris- La voce degli ult...
"Inizio e cammino dell'esperienza di Comunione e Liberazione a Palermo. (1971-1981)" di Francesco Inguanti prosegue il racconto già fatto con il volume precedente che copriva gli anni dal 1963 al 1971. Segna e narra di una tappa decisiva per la storia di...
Condividi