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Ecumenismo e Migrazioni

“LA CHIESA IN DIALOGO A 25 ANNI DAL DIRETTORIO PER L’ECUMENISMO”.

“LA CHIESA IN DIALOGO A 25 ANNI DAL DIRETTORIO PER L’ECUMENISMO”.

In occasione del 25° anniversario della pubblicazione del Direttorio per l'applicazione dei principi e delle norme sull'Ecumenismo che ricorre quest'anno, l'Ufficio regionale per l'Ecumenismo e il Dialogo interreligioso e per le Migrazioni propongono una giornata di riflessione ed approfondimento. Il convegno regionale si svolgerà a Catania, presso il Seminario arcivescovile, sabato 24 novembre.

“Sebbene si tratti di un cammino lento e faticoso, quello verso l’unità dei cristiani è un impegno dal quale non si può demordere: il Direttorio per l’Ecumenismo insiste sulla necessità di promuovere la dimensione ecumenica della Chiesa cattolica e richiede l’impegno di tutto il popolo di Dio e delle varie strutture ecclesiastiche. L’unità di tutti in Cristo sarà il risultato di una crescita comune e di una comune maturazione”. Così Erina Ferlito, direttrice dell’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso della Conferenza episcopale siciliana, spiega da cosa nasce il convegno regionale dal titolo “La Chiesa in dialogo a 25 anni dal Direttorio per l’Applicazione dei principi e delle norme sull’Ecumenismo” che si terrà sabato 24 novembre 2018 a Catania. “La dimensione ecumenica coinvolge tutta l’attività pastorale della Chiesa, perché tutto nella Chiesa coinvolge tutti. Per questo la nostra deve diventare una pastorale integrata e non limitarsi ad essere settoriale. In tale prospettiva un forte segnale proviene dal coinvolgimento paritetico dell’ufficio regionale per le migrazioni”.

“Per noi migrantes l’ecumenismo deve rappresentare non solo uno stile, ma direi anche uno statuto, in quanto tocca le profondità della spiritualità cristiana. Esso richiede, infatti – dice Mario Affronti, direttore dell’Ufficio per le Migrazioni della CESi -, ‘quella conversione del cuore e quella santità della vita, insieme con le preghiere private pubbliche per Unità dei Cristiani’, che il decreto del Concilio Vaticano II sull’Ecumenismo chiama ‘ecumenismo spirituale’ e ritiene essere ‘l’anima di tutto il movimento ecumenico’. La migrantes si può portare un contributo derivante dalla quotidiana convivenza con lo straniero, la cui presenza sta cambiando la nostra società e anche le nostre parrocchie”.

Ecco il programma.

Sarà monsignor Antonio Staglianò, vescovo di Noto e delegato per le Migrazioni ad aprire i lavori del convegno regionale che si svolgerà all’interno del Seminario arcivescovile di Catania. La prima relazione sarà quella di don Angelo Passaro, docente presso la Facoltà  teologica di Sicilia, il quale interverrà sul tema “Il servizio all’unità della Chiesa nel messaggio biblico”. A seguire l’intervento di don Antonino Pileri Bruno sul “Servizio all’unità della Chiesa nella riflessione teologica”. Nel pomeriggio sarà mons. Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo e delegato CESi per l’Ecumenismo e il Dialogo interreligioso, a intervenire sul tema del “Servizio all’unità nel vissuto della chiesa locale”. Nel pomeriggio, subito dopo la relazione di monsignor Staglianò su “Ecumenismo e migrazione”, verranno presentate alcune esperienze: quella di Mara Damiano per Education for an interdipendent world; di Marta Bernardini per Mediterranean Hope; di Annarita Cosentino e Sandro Ciuro, coppia ecumenica; di mons. Fredrik Emanuelson, su “L’ecumenismo nella Diocesi di Stoccolma”; di Mariella Guidotti  su “I migranti e la dignità della diversità”.Per i docenti di ogni ordine e grado è previsto, attraverso l’Uciim, l’accreditamento Miur.