15 settembre 2026
Acireale
POST CICLONE HARRY: UNA RETE DI SOLIDARIETÀ PER FAMIGLIE, IMPRESE E PARROCCHIE
Aiuti economici e interventi concreti hanno raggiunto famiglie, imprese, chiese e strutture parrocchiali danneggiate dalla violenta ondata di maltempo: nei mesi successivi al passaggio del ciclone Harry, una rete di solidarietà sta accompagnando la costa jonica della diocesi di Acireale nel difficile percorso verso il ritorno alla normalità.
Sono diverse le realtà che si sono mobilitate: Caritas, comunità religiose, parrocchie e singoli benefattori, che hanno scelto di destinare risorse e contributi alle persone e alle comunità maggiormente colpite. Una solidarietà che, alimentata anche da donazioni personali, ha permesso di intervenire su situazioni diverse e spesso caratterizzate da particolare fragilità.
Gli aiuti hanno riguardato innanzitutto famiglie che hanno subito danni o che si sono trovate in condizioni di difficoltà, ma anche imprese e attività locali che hanno dovuto affrontare le conseguenze dell’emergenza. Nello stesso tempo, sono state sostenute opere di ripristino e messa in sicurezza di chiese, locali parrocchiali e altre strutture ecclesiali danneggiate.
Le risorse sono state indirizzate attraverso la rete della diocesi e delle realtà presenti, non solo sul territorio locale, individuando le situazioni che necessitavano di un intervento e accompagnando, dove possibile, il percorso di ripresa.
“Di fronte ai danni provocati dal ciclone abbiamo visto una comunità capace di reagire attraverso la solidarietà. Caritas, comunità religiose, parrocchie e tanti privati – sottolinea il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti – hanno scelto di non rimanere indifferenti e di sostenere concretamente chi si è trovato in difficoltà”.
Per don Dario Impellizzeri, direttore della Caritas diocesana, “non tutto è ancora tornato alla normalità e restano situazioni che richiedono ulteriori interventi. Ma quanto è stato fatto dimostra che la solidarietà può diventare uno strumento concreto, restituendo non soltanto strutture e spazi, ma anche speranza alla collettività”.














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