04 giugno 2026
GIORNATA SACERDOTALE MARIANA REGIONALE
A GIBILMANNA LA CHIESA SICILIANA SI RITROVA NEL SEGNO DELLA PACE E DELLA SINODALITÀ. MONS. RASPANTI: “SIAMO SEGNO DI SPERANZA”
Ospiti della diocesi di Cefalù i presbiteri delle diocesi di Sicilia si sono radunati presso il santuario di Gibilmanna, curato dai padri Cappuccini, per la XXXIV edizione della Giornata Mariana regionale che si celebra in occasione della festa di S. Maria Odigitria il martedì dopo Pentecoste. La coincidenza con l’Assemblea Generale della CEI ha obbligato a spostare la data al 4 giugno; all’evento hanno preso parte 220 presbiteri presenti e 14 vescovi, con tanti volontari e le forze dell’Ordine che hanno accolto, unitamente alla comunità del Seminario, gli ospiti della manifestazione.
Relatrice dell’incontro Sr. Nathalie Becquart, sottosegretaria della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi che ha svolto il tema “Con Maria operatori di pace”.
Dopo la preghiera iniziale dell’Ora terza, mons. Guglielmo Giombanco, vescovo delegato Cesi per il Clero, ha salutato i presenti e introdotto la giornata.
Sr. Nathalie ha sottolineato il legame tra sinodalità e pace. La chiave per una pace duratura è il coinvolgimento delle donne – ha sostenuto, e papa Francesco tante volte lo ha sottolineato, unitamente ai giovani e ai poveri. E poi la domanda posta ai presenti: “Qual è il grido silenzioso di pace del vostro popolo, nel contesto della vostra terra di Sicilia?”. Se vogliamo con Maria essere operatori di pace è perché l’ascolto del grido dei poveri, della terra, dei popoli, fa udire questa richiesta di pace. Il grido dei vescovi nelle due assemblee del sinodo è stata la richiesta di pace. I funerali di Papa Francesco hanno mostrato come la chiesa è veramente l’unità nella diversità della famiglia umana, come afferma Lumen Gentium 1 (il segno e lo strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano). Lo stesso Papa Leone nel suo primo discorso dalla loggia delle benedizioni, dopo la sua elezione ha affermato: “La pace sia con tutti voi. Anch’io vorrei che questo saluto di pace entrasse nel vostro cuore, raggiungesse le vostre famiglie, tutte le persone, ovunque siano, tutti i popoli, tutta la terra. La pace sia con voi! Questa è la pace del Cristo Risorto, una pace disarmata e una pace disarmante, umile e perseverante. Proviene da Dio, Dio che ci ama tutti incondizionatamente”.
Poi ha ricondotto la sinodalità all’atto dell’Annunciazione quando Maria “ricevendo l’annuncio dell’angelo, non ha risposto subito ma ha fatto silenzio meditando nel suo cuore prima di dare il suo assenso”. Quindi la sinodalità, cioè il vero ascolto interiore per il discernimento, è il vero processo per raggiungere la pace anche quando ci sono discordie, cioè una pace donata dallo Spirito Santo che corrisponde alla volontà di Dio. Tornando a Maria sr. Nathalie ha detto come “il servizio dei sacerdoti è dedicato all’unità come armonia (non come uniformità) e il servizio di Maria sostiene questo servizio. ‘Ha rovesciato i potenti dai troni…’, sono le parole con cui la visione della pace capovolge le logiche di dominazione, di competizione per preparare la comunità al dialogo e alla cooperazione”.
Dopo la meditazione ha avuto luogo la concelebrazione eucaristica nel piazzale antistante il santuario presieduta da mons. Antonino Raspanti, presidente della CESi. Nell’omelia il presule ha richiamato il valore della comunione ecclesiale come riflesso della Trinità e ha invitato i sacerdoti a vivere il proprio ministero lontano da logiche di protagonismo, efficienza e produttività. “La grande sfida per la Chiesa e per ogni sacerdote è vivere fino in fondo la comunione alla quale siamo chiamati. Da soli non possiamo generare nulla di autenticamente cristiano; ogni fecondità nasce dall’adesione alla volontà di Dio e dall’accoglienza della sua grazia” ha affermato mons. Raspanti.
Il Presidente della CESi ha inoltre sottolineato il valore del silenzio e della preghiera come spazi privilegiati per l’incontro con il Signore, richiamando il significato del celibato sacerdotale quale segno di una vita interamente donata a Dio e al servizio dei fratelli. Ha quindi esortato la Chiesa siciliana a non lasciarsi guidare esclusivamente dai numeri, ma a confidare nella forza generativa del Vangelo, facendosi vicina alle sfide che segnano il territorio – dal calo demografico allo spopolamento delle comunità, fino ai fenomeni migratori – e accogliendo con speranza le attese e le aspirazioni del popolo siciliano.
In apertura parole di benvenuto e di accoglienza sono state espresse dal vescovo di Cefalù mons. Giuseppe Marciante il quale ha evidenziato il senso di pace e di armonia con il creato che si respira in questo luogo. Ha poi sottolineato l’impegno della chiesa cefaludense nel valorizzare le ricchezze del territorio anche in questa giornata promuovendo le attività e i prodotti di questa terra al fine di aiutare le giovani generazioni a rimanere nei propri paesi invertendo la tendenza allo spopolamento che caratterizza questi ultimi anni specie nelle aree interne.
Dopo la celebrazione nei locali del convento francescano si è svolto il pranzo offerto dalla diocesi e preparato con prodotti del territorio dai volontari di diverse associazioni che con tanto spirito di accoglienza hanno fatto sentire i presbiteri presenti veramente accolti con amore.
Come segno e ricordo della Giornata è stata donata a tutti i sacerdoti presenti una stola ricamata dai membri della cooperativa “Tessere opportunità” di Caltavuturo, un laboratorio di cucito sociale per donne disoccupate, promossa dalla Caritas e dalla Diocesi di Cefalù.
In concomitanza con la Giornata il mercoledì 3 giugno si è svolto anche l’incontro della Commissione Presbiterale Siciliana. Ospiti del Seminario diocesano i membri della CPS hanno incontrato sr. Nathalie la quale ha presentato delle suggestioni sul tema “Una visione del ministero sacerdotale alla luce del Sinodo”. I presbiteri hanno riflettuto insieme sulla sinodalità chiedendosi come vivere questo metodo antico e nuovo dell’ascolto nello Spirito nell’oggi delle nostre chiese di Sicilia. Dopo la celebrazione dei vespri in Cattedrale la Commissione ha visitato gli ospiti della Casa-alloggio Regina Elena e Carlo Acutis gestita dalla fondazione “Regina Elena” diretta da don Giuseppe Licciardi e presieduta dal vescovo.














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