La casa nella quale visse, la chiesa nella quale frequentò l’Eucaristia, il Santuario che ne accoglie le spoglie mortali e le sue parole. Soprattutto le sue parole. L’incontro dei partecipanti al 5° Percorso per animatori nella Pastorale vocazionale e giovanile (Baida, 28 – 30 agosto 2017) con il testimone proposto, la Beata Pina Suriano, si è svolto a Partinico, nel paese nel quale ha trascorso la sua vita e ha vissuto la sua fede. A presentarla don Giuseppe Ruggirello, direttore del Centro diocesano per le Vocazioni dell’Arcidiocesi di Monreale, coautore di un testo critico – “Pina Suriano, Gli Scritti” – che raccoglie le tante sue lettere. Di lei ha tracciato i contorni dell’esperienza della notte e della luce che la stessa ha vissuto nella sua ricerca vocazionale.
“Soltanto un cuore che, come il suo, ha amato così, fino alla follia, ha potuto vivere la felicità nella sofferenza e, attraverso le notti dello spirito, ha saputo soffrire cantando. Infatti, la ricerca di Pina – ha detto don Ruggirello – è stata caratterizzata non semplicemente da una sola esperienza della notte spirituale, ma da diverse notti che hanno scandito la sua breve esistenza, e l’hanno fatta avanzare nella ricerca costante della volontà di Dio e della santità”.
In serata, nella Cattedrale di Monreale, ancora le parole di Pina Suriano hanno guidato la veglia eucaristica curata dal Cdv diocesano e hanno dato voce all’arte di Stefania Bruno che, disegnando con la sabbia, ha offerto suggestioni intense e ulteriore occasione di riflessione. [01]
di mons. Michele Pennisi
Pegaso editore
Caltagirone, 2025
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