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PALERMO. “SEMI-NATI”: LA FATTORIA SOLIDALE DELLA CARITAS

Nei terreni di Ciminna, in provincia di Palermo, la Caritas sta portando avanti un progetto per l’integrazione di giovani migranti e palermitani disoccupati. Una fattoria solidale per il futuro l’inserimento lavorativo di giovani migranti e cittadini palermitani che hanno perso il lavoro. È il nuovo progetto “Semi-nati” di integrazione culturale e socio-economica della Caritas diocesana di Palermo realizzato grazie ai fondi dell’8xmille.
Avviata appena qualche giorno fa, la fattoria si trova a Ciminna, in una struttura presa in affitto dalle suore bocconiste, e in futuro verrà gestita da una cooperativa “La Carità non finira’ mai”. Ad attivarsi in questa prima fase del progetto sono sei ragazzi africani, arrivati a Palermo lo scorso 15 giugno e accolti sin da subito dalla Caritas, e 4 palermitani, cinquantenni, che dopo aver perso il lavoro si trovano in grande difficoltà economica.
La struttura, ancora in fase di allestimento, consta di tre ettari di terreno coltivato con ortaggi e verdure di stagione; mentre una vasta area ospita tanti animali, come conigli, galline, tacchini, capre, oche e perfino un cavallo.
I membri della cooperativa, migranti e palermitani insieme, stanno cercando così di costruirsi una nuova prospettiva lavorativa: l’obiettivo infatti è quello di rivendere al mercato i prodotti derivati dalla coltivazione dei campi e dall’allevamento degli animali.
“Una fattoria solidale all’insegna dell’integrazione culturale e socio-economica – spiega padre Sergio Mattaliano, direttore della Caritas diocesana di Palermo -. L’obiettivo è quello di dare risposta alle stesse esigenze che accomunano tanto i migranti arrivati in città quanto i palermitani disoccupati: impegnarsi per avere in futuro un lavoro che permetta loro e ai propri cari di avere una vita dignitosa”.
“Molti di noi sanno già lavorare i campi – spiega Yannick, in Italia Tommaso, che proviene dalla Costa d’Avorio -, perché nei nostri Paesi d’origine ci dedicavamo all’agricoltura o all’allevamento degli animali. Stare in mezzo al verde ci dà serenità e pace e il contatto con la terra ci ricorda l’Africa”.
Un progetto che ha alla base uno scopo ancora più grande: la salvaguardia del Creato. “Il rispetto di ogni forma di vita che Dio ha creato – aggiunge padre Sergio -, passa anche attraverso il rispetto degli animali e dei prodotti della terra. Prossimo obiettivo infatti sarà quello di trasformare la struttura in una fattoria didattica, in cui organizzare dei programmi e percorsi guidati per le scolaresche e sensibilizzare al tema del rispetto del Creato e dell’integrazione culturale”. [01]
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