PALERMO. MUSEO DIOCESANO: “I NUOVI PELLEGRINI” IN UNA MOSTRA FOTOGRAFICA
Da venerdì 11 marzo 2016 il Palazzo Arcivescovile – Museo diocesano di Palermo accoglierà gratuitamente quanti vorranno visitare la mostra “I nuovi pellegrini. L’impatto storico-sociale dell’immigrazione moderna nella sanità”, promossa e organizzata dalla Fondazione Farmafactoring con la collaborazione del Censis. Quello proposto è “un viaggio in Italia con i fotografi Alessandro Scotti, Edoardo Delille e Umberto Fratini, coordinati da Costantino Ruspoli, attraverso immagini ed emozioni per scoprire la realtà degli immigrati, nel loro rapporto con la sanità italiana. Un viaggio – si legge nella nota stampa diffusa dal Museo diocesano – nei luoghi di malattia e di cura per raccontare le storie di una umanità che non incontra solo il disagio, la lontananza, la diversità, ma anche l’accoglienza, la solidarietà, la fraternità. Nelle fotografie si specchia così una realtà lontana dagli stereotipi e dai pregiudizi: ci sono innanzitutto la grandezza e l’umiltà delle persone”.
Il progetto, voluto fortemente da Fondazione Farmafactoring, nasce da una ricerca di Censis che ha studiato il fenomeno attraverso analisi socio-economiche e che mostra un modello positivo di convivenza che ha nei luoghi della sanità pilastri decisivi, perché luoghi di espressione e sedimentazione di comportamenti condivisi.
Giuseppe De Rita, Presidente Fondazione Censis, evidenzia questo aspetto: “Il nostro Servizio sanitario rappresenta per gli immigrati non solo un’opportunità di potersi curare e di far riferimento a operatori e tecnologie di alto livello, ma un insieme di luoghi in cui matura una vicinanza ai comportamenti e alle scelte dei cittadini italiani che è decisiva per una buona integrazione civile, sociale, culturale e umana”.
La buona convivenza nelle comunità tra italiani e nuovi italiani è anche esito di questa sorprendente sanità inclusiva che vale la pena raccontare nei linguaggi possibili e moderni, come la fotografia.
Marco Rabuffi, Presidente di Fondazione Farmafactoring spiega – “Abbiamo deciso di affiancare ad una ricerca Censis una mostra fotografica in grado di raccontare la dimensione quotidiana nelle piccole e grandi strutture sanitarie italiane. I fotografi hanno messo a fuoco le realtà del Sud, del Centro e del Nord, affiancati da tre fotografi junior. E’ interessante notare che la qualità delle sanità ne esce molto diversa, e soprattutto migliore, di come spesso la si racconta. C’è, spesso, l’eccellenza delle cure; c’è, normalmente, una buona qualità delle strutture; c’è, nella grande maggioranza dei casi, una tensione all’accoglienza che riesce a superare il naturale disagio delle differenze umane, sociali e culturali. E spesso il rapporto umano aiuta a non aggiungere alla sofferenza della malattia anche il disagio della propria condizione di immigrato.”
Il compito dei fotografi è stato quello di dare visibilità, non solo ai volti, alle persone e alle situazioni, ma anche ai luoghi in cui viene offerta assistenza, ponendo un’attenzione particolare agli eventuali “segnali” di mutamento riferibili alla presenza dei migranti.
Sono state coinvolte circa 20 strutture sanitarie italiane dislocate lungo tutta la penisola: Bergamo, Milano, Guastalla, Bologna, Firenze, Ancona, Roma, Aversa, Palermo, Ragusa, Vittoria, Modica e Pozzallo.
La Direzione Generale e Sanitaria e tutto lo staff degli Ospedali hanno aderito con entusiasmo al progetto supportando al meglio i fotografi durante il lavoro.
Interessanti anche le visioni dei tre fotografi junior: gli scatti di Giulia Piermartiri, Irene Carmassi e Marcella Magalotti, completano il viaggio nella moderna immigrazione nei luoghi della sanità. Tre giovani fotografe, appassionate del loro lavoro, che hanno affiancato i tre fotografi professionisti alla ricerca di un linguaggio moderno e immediato per esprimere l’impatto personale e sociale di questo particolare aspetto de “i nuovi pellegrini”. Nelle loro immagini il racconto di un’esperienza dai mille contrasti, ma unita dal senso condiviso dell’umanità.
Fondazione Farmafactoring, vuole sostenere e coinvolgere i giovani a impegnarsi in prima persona per realizzare attività e progetti che possano coinvolgerli. Per Fondazione la loro visione è molto importante e significativa; non a caso, da diversi anni incoraggia i giovani ricercatori under 35 non strutturati all’interno di istituzioni accademiche o di ricerca nel settore dell’economia sanitaria italiana attraverso l’istituzione di premi e Bandi annuali.
Il vicedirettore e curatore scientifico del Museo Diocesano di Palermo, Pierfrancesco Palazzotto, sottolinea l’entusiasmo con cui la direzione del Museo ha accolto questa mostra, che si propone in perfetta adesione allo spirito dell’anno giubilare, il cui motto è “Misericordiosi come il Padre” (tratto da Luca, 6,36), e tocca uno dei temi più caldi dell’Europa e del mondo contemporaneo.
Il Museo diocesano di Palermo con questa iniziativa vuole affermare un ruolo che non è solo storico, cioè rivolto alla conoscenza e attualizzazione del passato, ma anche rivolto al vivere quotidiano, al sociale e in linea con l’attività pastorale dell’Arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, particolarmente attento all’ascolto e all’accoglienza.
La mostra e la collezione permanente del Museo Diocesano di Palermo rimarranno aperte gratuitamente al pubblico all’interno delle sale del Palazzo Arcivescovile/Museo Diocesano di Palermo (piano nobile – 1° piano) in via Matteo Bonello, 2 (di fianco alla Cattedrale) da venerdì 11 marzo a domenica 3 aprile (lunedì chiuso), straordinariamente anche il pomeriggio dei giorni feriali con i seguenti orari: dal martedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 13.30 e dalle ore 16.00 alle ore 19.00. Sabato dalle ore 10.00 alle ore 18.00. Domenica e festivi dalle ore 9.30 alle ore 13.30. [01]
di mons. Michele Pennisi
Pegaso editore
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