NOTO. MONS. SALVATORE NICOLOSI, “TESTIMONE DEL CUORE GRANDE DI DIO”
Noto ricorda un suo grande figlio e padre nello stesso tempo. Ad un anno dalla morte del vescovo mons. Salvatore Nicolosi, padre conciliare e pastore prima di Lipari e poi di Noto, sabato 10 gennaio 2015, in Cattedrale, alle ore 18, il vescovo mons. Antonio Staglianò presiede la concelebrazione di suffragio.
Intanto la Fondazione Madre Teresa di Calcutta Onlus lo ricorda così: “Non è facile né ovvia la paternità. Quando c’è, però, avverti un dono unico. A un anno di distanza dalla morte di Mons. Nicolosi è questo il primo motivo di gratitudine: è stato un padre per la Chiesa di Noto. Ci ha tenuto ad iniziare il suo episcopato e a sempre improntarlo e ricordarlo nella cifra dell’affetto, dell’affetto in Cristo. E amava ripetere, correggendo Cartesio: «Non: cogito ergo sum, ma cogitor ergo sum (non: penso dunque sono, ma sono pensato dunque ci sono)». E tuttavia lo diceva senza centrare su di sé questa verità. Sarebbe stato un semplice bisogno che fa ritornare da anziani bambini egoisti. Lo diceva cercando di pensare come poter aiutare gli altri, quelli più sfortunati. Con la concretezza e nobiltà di un segno: lasciare quello che aveva ricevuto come sua parte di eredità familiare per una fondazione, ovvero per un’opera di carità che non si disperdesse in qualche iniziativa e distribuzione di aiuti estemporanea, ma progettasse una prossimità attenta e intelligente. È nata così la Fondazione Madre Teresa di Calcutta Onlus e, ad un anno di distanza, abbiamo intanto la casa di mons. Nicolosi diventata centro di incontro e di crescita per giovani diversamente abili: Casa Tobia, con attività diurne nei primi giorni della settimana e un’esperienza residenziale negli ultimi giorni. E poi un servizio a favore dei malati gravi o terminali attraverso i Centri di ascolto della Caritas. C’è di più però nell’eredità di mons. Nicolosi, ci sono le sue grandi consegne spirituali. Anzitutto la centralità di Gesù! Quando si entrava in confidenza con lui, si avvertiva che il suo problema principale era come aiutarci (e ci si metteva in mezzo pure lui) a coltivare un rapporto vivo con Gesù, «perché Gesù non restasse un fantasma». E che non ci fosse separazione in lui tra desideri profondi e azione di governo (per la quale si è speso con intelligenza, equilibrio e delicatezza) lo mostra la grande intuizione di dare all’evento massimo del suo episcopato, al Sinodo diocesano, il tema “Riscoprire Gesù lungo le nostre strade”. Tema che diventa per noi attualissimo nella preparazione al Convegno ecclesiale di Firenze. L’altra problema che avvertiva importante era la corresponsabilità di tutti i battezzati. Che ha promosso in tutti i modi, ma soprattutto con la sua capacità di accogliere e far crescere con una paternità premurosa e aperta. Fino alla terza grande consegna: man mano che avanzava negli anni e nella sapienza insisteva sulla misericordia di Dio, sul cuore grande di Dio che non può escludere nessuno, che non ci permette alcun giudizio. Ci abbiamo pensato spesso durante il Sinodo sulla famiglia: dobbiamo a mons. Nicolosi la possibilità di aver maturare nel nostro Sinodo di Noto la decisione di accostarci alle difficoltà della famiglia «convertendoci alla tenerezza di Dio», guardando tutti con simpatia. Mons. Nicolosi resta così in mezzo a noi come un padre la cui larghezza di mente e di cuore ci ha fatto crescere adulti, ci ha aiutato a capire quanto conta l’essenziale, a sentirci interpellati per testimonianze di Vangelo offerte con stili coerenti alla grandezza del cuore di Dio. «Con l’irradiazione e non con la mobilitazione» – chiariva con forte convinzione. “Irradiazione” che è la sostanza della missione, la verità di una Chiesa che sarà “in uscita” quanto più sapremo uscire da noi stessi e metterci in ascolto dei fratelli, fino a condividerne le sorti, per questo assumendo stili di povertà, umiltà, cordialità, mitezza, coraggio, liberta dai beni e poteri di questo mondo”. [01]
BIOGRAFIA DI MONS. SALVATORE NICOLOSI
Nato a Pedara (Catania) il 20/2/1922, viene ordinato sacerdote il 22/10/ 1944; Vescovo di Lipari il 25/3/1963; consacrato Vescovo il 21/4/1963 viene trasferito dal Papa Paolo VI alla sede vescovile di Noto il 27/6/1970. Entra ufficialmente a Noto il 28/8/1970. Ha guidato la Diocesi per 28 anni.
Ha promosso e condotto con determinazione e lungimiranza l’attuazione del Concilio Vaticano II, a cui partecipò da giovane Vescovo. È stato convinto assertore nel coinvolgimento attivo e responsabile dei laici.
Momento forte del suo lungo episcopato è stata la dettagliata Visita Pastorale alla Diocesi. Tra le tante realizzazioni pastorali, due storiche per la Chiesa netina sono state il gemellaggio con la giovane Diocesi di Butembo-Beni (Repubblica Democratica del Congo) siglato solennemente nella Cattedrale di Noto il 21 aprile 1988, in occasione del XXV della sua Consacrazione episcopale, e la celebrazione del secondo Sinodo diocesano (1995-1996).
Presentate le dimissioni per raggiunti limiti di età il 15/4/1997, S.S. il Papa Giovanni Paolo II lo nomina Amministratore Apostolico della Diocesi ad interim con Lettera del 19/6/1998. È divenuto Vescovo emerito il 19/6/1998. Sceglie di rimanere a Noto. Il 21 aprile 2013 alla presenza dei Vescovi di Sicilia ha celebrato nella Cattedrale di Noto il 60° anniversario episcopale.
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