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MESSINA. ARCIVESCOVO: IL DONO DEL “PALLIO” DA PARTE DEL SANTO PADRE

Nella Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, il 29 giugno 2017, Papa Francesco presiederà alle ore 9.30, nella Basilica Vaticana, la Celebrazione eucaristica con i neo cardinali e i nuovi arcivescovi metropoliti. Al termine della celebrazione, alla quale parteciperà anche mons. Giovanni Accolla, arcivescovo di Messina – Lipari – S. Lucia del Mela, i metropoliti riceveranno, uno a uno, dalle mani del Santo Padre, il pallio che verrà loro imposto successivamente nella Diocesi di appartenenza da parte del Nunzio apostolico. “Pieni di gioia accompagniamo e sosteniamo con la preghiera il nostro pastore ” è l’invito che la Chiesa diocesana lancia attraverso l’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali. Una nota a firma del direttore, don Giuseppe Lonia, spiega cosa è e cosa simboleggia il Pallio.
Il Pallio è una fascia di lana tessuta a mano che si poggia sulle spalle e si fa poi ricadere davanti sul petto e dietro alle spalle. Già nel IV secolo ci sono notizie che il Papa usava questo pallio. Probabilmente era un’insegna imperiale passata ai vescovi. Il pallio venne poi dato da Roma ai metropoliti, soprattutto ai tempi di Gregorio VII, subito dopo l’anno Mille, quando c’era la necessità di controllare l’elezione dei vescovi. Da quel periodo i metropoliti venivano a Roma a ricevere il pallio. Successivamente, il pallio venne concesso anche a quelli che non erano metropoliti come un’insegna d’onore. Negli anni ’70 c’è stata la riforma del pallio voluta da Paolo VI, per cui esso oggi viene concesso solo ai metropoliti, per lo più il 29 giugno, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, proprio a sottolineare il legame di chi porta il pallio con la Sede Apostolica. La simbologia del pallio è andata arricchendosi nel corso i secoli. All’inizio, aveva una simbologia soprattutto ecclesiale, cioè in tutto il primo millennio il pallio indicava la pecorella che si era smarrita, quindi, di conseguenza, stava a significare il pastore che portava la pecora sulla spalla sinistra. E’ il pallio che è stato ripreso anche adesso da Papa Benedetto e che troviamo in tutta l’iconografia, in tutti i mosaici del primo millennio. Successivamente, dopo il primo millennio, ha cambiato forma:  è stato messo ad ipsilon sulla persona che lo portava e ha assunto un altro significato. Le croci rosse hanno assunto il significato delle piaghe del Signore. Gli spilloni, hanno assunto il significato dei tre chiodi della crocifissione. E quindi il pallio ha soprattutto un significato cristologico, del Cristo Buon Pastore. Oggi noi abbiamo questi due elementi insieme. Il pallio è fatto di lana e sta a significare la pecora che si è smarrita, porta gli spilloni ed ha queste croci a significare che il Buon Pastore dà la vita per le sue pecore. [01]
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