DON LUIGI STURZO: “ATTUALE” DIFRONTE AL DISAMORE PER LA POLITICA E ALLA CRISI DELLA SOLIDARIETÀ
La “carità politica” testimoniata da don Luigi Sturzo “si rivela di grande attualità, in un momento in cui assistiamo ad un disamore nei confronti della partecipazione politica da parte soprattutto delle giovani generazioni e ad una crisi dello spirito di solidarietà in Europa fra individui, classi e nazioni”. Ad affermarlo è monsignor Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale e presidente della Commissione storica per la beatificazione di don Luigi Sturzo, nell’omelia della Messa per il Servo di Dio, celebrata nella basilica romana di Sant’Agostino in Campo Marzio giovedì 17 settembre 2015. “Le virtù teologali della fede e della speranza e della carità hanno animato sempre il pensiero e l’attività” del sacerdote, ha spiegato il presule, mai venuto meno “alla coerenza con la sua vocazione sacerdotale”. Sturzo, infatti, “avvertì come sua missione quella d’introdurre la carità nella vita pubblica nella convinzione che la carità cristiana non può ridursi solo alla beneficenza o all’assistenza, ma deve essere l’anima della riforma della moderna società democratica ove le persone sono chiamate a partecipare responsabilmente alla vita sociale per realizzare il bene comune”.
In don Sturzo, ha spiegato mons. Pennisi, amore per i poveri e ricerca della giustizia sono generati “dall’amore verso Dio”. Di qui l’impegno politico “come dovere morale e atto d’amore”. La concezione sturziana, che fa consistere il nucleo dell’impegno socio-politico “nell’amore solidale strettamente collegato con la sete per giustizia e con la difesa della libertà – ha fatto notare il presule – ha anticipato in questo campo le conclusioni del magistero ecclesiastico più recente”. Mons. Pennisi ha quindi richiamato l’affermazione di Papa Francesco nella “Evangelii gaudium”: “La politica, tanto denigrata, è una vocazione altissima, è una delle forme più preziose di carità, perché cerca il bene comune”. Il Pontefice, ha osservato l’arcivescovo, “chiede ai politici di cercare non il proprio tornaconto ma la dignità umana. Il pericolo – ha detto ripetutamente – è quello di cadere nella corruzione. Un termine che il Papa amplia ad una dimensione spirituale”, e li invita, “soprattutto quelli cristiani, ad essere coraggiosi” perché la politica “è una sorta di ‘martirio quotidiano: cercare il bene comune senza lasciarti corrompere’”. Nel mondo, ha concluso Pennisi citando ancora il Papa, “è difficile fare il bene in mezzo alla società senza sporcarsi un poco le mani o il cuore; ma per questo vai a chiedere perdono, chiedi perdono e continua a farlo. Ma che questo non ti scoraggi” a “lottare per una società più giusta e solidale”. [01]
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