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AGRIGENTO. MU.ET.AN: UN VIDEO PER RIFLETTERE SULLE MIGRAZIONI

Un video che racconta il dolore e la speranza, la vita e la morte che attraversa il Canale di Sicilia. Dal MuEtAn, il Museo etno antropologico dell’Arcidiocesi di Agrigento, parte la riflessione in musica, parole e immagini dedicata a chi ha perso la vita in mare. Le note sono quelle del gruppo rock  “Mare nostro gang”, le immagini sono quelle che si vedono scorrere nei notiziari e si trovano sulla stampa quando si parla di immigrazione.
Ad unirle e trasformarle in occasione di riflessione e invito a una presa di coscienza più forte e concreta di fronte al fenomeno delle migrazioni è stato Domenico Gambino, responsabile, insieme con Loredana Federico, del Museo diocesano dedicato alla missione agrigentina in Tanzania. 
Nel testo si legge: “Sotto i piedi portano il mondo e negli occhi chissà quanta cenere quante lacrime avranno sepolto Sono loro la storia del grano il fuoco che torna al tramonto il pane spezzato e diviso alla fine del giorno […] Mare nostro tu sai chi li guida è quel Dio che non ha frontiere che cammina sull’acqua e sul fuoco e che spezza tutte le catene è il Dio di tutti i colori che combatte la fame e la guerra e per lui nessuno è straniero come in cielo così come in terra”.
“Il nostro essere “chiese sorelle” con la diocesi di Iringa nasce da una consapevolezza: l’Africa, anzi, il popolo africano, ha tanto da insegnare a noi occidentali che, nella corsa al potere e al possesso, abbiamo perso di vista “l’essenziale” e la “semplicità di cuore” – spiega Domenico Gambino, che ad Agrigento si occupa anche delle esperienze di volontariato in missione – Il Museo vuole realizzare uno scambio di vissuti per permettere così a ciascun popolo di poter cogliere le peculiarità dell’altro per farne tesoro nella propria vita quotidiana”. Ma come può esserci scambio se non nella vita, nell’accoglienza e nella conoscenza? [01]
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