25-27 febbraio 2026
Servizio regionale di Pastorale esorcistica
FORMAZIONE, PREGHIERA, DISCERNIMENTO, TESTIMONIANZE: CONCLUSO IL 21° CONVEGNO DEGLI ESORCISTI DI SICILIA
Si è concluso lo scorso 27 febbraio, presso l’Oasi Cusmaniana di Bagheria, il 21° Convegno Regionale degli Esorcisti di Sicilia, l’annuale appuntamento di formazione e discernimento promosso dal Servizio Regionale per la Pastorale Esorcistica della CESi.
All’incontro, durato tre giorni, hanno partecipato esorcisti provenienti dalle tutte le diocesi dell’Isola e numerosi sacerdoti designati dai rispettivi Vescovi per intraprendere questo delicato ministero dagli stessi esorcisti definito “di consolazione e di liberazione”.
Sotto la guida del responsabile del Servizio, fra Benigno Palilla, e con il sostegno di mons. Giuseppe La Placa, vescovo di Ragusa e delegato CESi per il settore, le tre giornate hanno alternato relazioni teologiche, approfondimenti scientifici, momenti di preghiera comunitaria e testimonianze. Mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo e vicepresidente della CESi, che ha presieduto la Celebrazione Eucaristica di apertura e condiviso alcuni momenti della riflessione.
Al centro dei lavori, il tema “Ciò che richiede il Codice di Diritto Canonico per potere proferire esorcismi sugli ossessi”, con l’approfondimento del Canone 1172 del Codice di Diritto Canonico – perché, come sottolineato da fra Benigno nell’introduzione ai lavori, l’esorcismo non è un atto di “potere” individuale, ma un ministero ecclesiale che richiede autorizzazione specifica, prudenza e una solida preparazione dottrinale.
Il convegno ha ribadito la necessità di una formazione interdisciplinare che unisca la pietà e l’integrità di vita del sacerdote alla competenza teologica e alla prudenza nel discernimento, anche attraverso il dialogo con le scienze mediche e psicologiche.
APPROFONDIMENTO: L’intervista a Fra Benigno Palilla, responsabile del Servizio regionale della Pastorale esorcistica, a cura di don Giuseppe Rabita, direttore della Segreteria Pastorale della CESi
Tra i temi trattati nel corso dei lavori:
– La virtù del sacerdote: dalla “pazienza” illustrata da fra Pietro Arcoleo all’importanza della “prudenza” e della “pietà” richiamate rispettivamente da fra Mauro Billetta e fra Felice Confaloni, passando per l'”integrità di vita”, indispensabile nella lotta contro il maligno, sulla quale ha riflettuto don Gianluca Romano.
– Il confine delicato tra patologie psichiche e fenomeni di natura spirituale con l’intervento di mons. Nuccio Amenta, vicario generale dell’arcidiocesi di Siracusa ed esorcista lui stesso, su scienza e fede.
– L’intercessione del giovanissimo Servo di Dio Manuel Foderà negli esorcismi, dalla quale ha parlato Salvatore Devy Franzino
– Un’altra delle tematiche trattate ha riguardato il ruolo degli ausiliari, volontari che collaborano con gli esorcisti, e dei medici che formano l’equipe: per don Marcello Lanza, teologo e esorcista della diocesi di Acerra e membro dell’Associazione internazionale esorcisti, “la Chiesa ha bisogno degli ausiliari: il loro compito è insito nella loro vita battesimale ma è bene sapere che aiutando gli esorcisti aiutano anche loro stessi nella crescita di un benessere spirituale, psicologico e umano”.
Un momento di forte impatto emotivo è stato quello dedicato alla testimonianza di due persone che hanno vissuto il percorso di liberazione, offrendo ai presenti uno sguardo concreto sulle sofferenze di chi si ha vissuto l’azione straordinaria del maligno.
I partecipanti hanno i lavori portando con sé non solo nuovi strumenti normativi e teologici, ma soprattutto una rinnovata consapevolezza: quella “integrità di vita” e quelle virtù che, come emerso nelle relazioni, restano le armi più efficaci nella lotta contro il maligno e che scaturiscono da una costante e significativa vita di relazione con Cristo e di frequenza dei sacramenti.
Ma da Bagheria anche l’appello a fare attenzione a chi esercita il ministero senza essere sacerdote e senza avere ricevuto il mandato dal proprio vescovo: “Ci sono tanti falsi – ha detto mons. Corrado Lorefice – che nel nome di capacità personali invece di sollevare, devastano ulteriormente gli uomini e le donne che sono prigionieri del maligno”.














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