Pubblicato il

10 gennaio 2026

Acireale

“CUCITURE DI COMUNITÀ”: TRADIZIONE, FORMAZIONE ED ECONOMIA CIRCOLARE PER FAVORIRE INCLUSIONE E SVILUPPO SOLIDALE

“CUCITURE DI COMUNITÀ”: TRADIZIONE, FORMAZIONE ED ECONOMIA CIRCOLARE PER FAVORIRE INCLUSIONE E SVILUPPO SOLIDALE

Dall’esperienza del progetto “Idee in Movimento” avviato con il sostegno di Caritas Italiana, Progetto Policoro, Ufficio nazionale per i Problemi Sociali e il Lavoro, Associazione Mai Più soli e Pastorale Giovanile, nasce ufficialmente Cuciture di Comunità, una nuova associazione impegnata nella valorizzazione delle antiche arti sartoriali e nella promozione della manualità come strumento di inclusione e crescita sociale.

Il laboratorio formativo sartoriale, voluto dal vescovo Antonino Raspanti, molto apprezzato dalle corsiste, ha portato le partecipanti a decidere di proseguire l’esperienza oltre la fase finanziata, costituendosi in associazione per continuare il percorso e renderlo accessibile a nuovi interessati.

“CUCITURE DI COMUNITÀ”: TRADIZIONE, FORMAZIONE ED ECONOMIA CIRCOLARE PER FAVORIRE INCLUSIONE E SVILUPPO SOLIDALEAttualmente sono attivi due laboratori, entrambi con lezioni teoriche e pratiche: uno di sartoria, ospitato nella sede della Caritas di Acireale, dove è possibile anche portare capi o oggetti da riparare, e uno di ricamo al Museo Diocesano. Quest’ultimo è pensato anche per i visitatori e i turisti, che potranno non solo ammirare le opere esposte, ma comprendere il lavoro, la tecnica e la complessità che stanno alla base delle creazioni artigianali.

I laboratori promuovono inoltre l’economia circolare, attraverso il riuso e la riparazione dei capi d’abbigliamento, unendo attenzione all’ambiente e solidarietà.

“Cuciture di Comunità dimostra come il lavoro manuale possa diventare occasione di dignità e relazione – dichiara Graziella Giardino, vicesegretaria nazionale MLAC (Movimento Lavoratori Azione Cattolica) –. È un progetto che nasce dall’ascolto del territorio e che mette al centro le persone, valorizzando competenze spesso dimenticate”.

A sottolineare il valore culturale dell’iniziativa don Antonio Agostini, direttore del Museo diocesano: “Aprire il Museo a un laboratorio di ricamo significa rendere il nostro patrimonio vivo e accessibile. I visitatori potranno scoprire non solo il risultato finale, ma anche il percorso creativo e la ricchezza del lavoro artigianale”.

L’Associazione “Cuciture di Comunità”, presieduta da don Orazio Tornabene, direttore della Caritas, e animata da Rosario Consoli, si propone come una realtà aperta e radicata nel territorio, capace di intrecciare tradizione, formazione e inclusione sociale, creando nuove occasioni di partecipazione e di sviluppo solidale.

“Il laboratorio è nato come spazio di apprendimento, ma si è trasformato in un luogo di relazioni e di fiducia conclude Jessica Bergancini, responsabile del laboratorio sartoriale –. Qui nessuno è escluso: il laboratorio è aperto a chi desidera imparare e mettersi in gioco”.

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