{"id":9490,"date":"2019-04-20T20:21:40","date_gmt":"2019-04-20T18:21:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/?p=9490"},"modified":"2019-05-02T20:33:08","modified_gmt":"2018-07-06T20:33:08","slug":"e-risorto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/2019\/04\/20\/e-risorto\/","title":{"rendered":"\u00c8 RISORTO!"},"content":{"rendered":"<p>\u201cVoi restate in citt\u00e0: sono le parole che Ges\u00f9 risorto rivolge agli apostoli e che, da sempre, per i cristiani e per gli uomini e le donne di buona volont\u00e0, indicano un pressante invito a non abbandonare la citt\u00e0, ad \u2018abitare il territorio\u2019, senza estraniarsi dai suoi molteplici problemi, per quanto grandi essi siano\u201d. Cos\u00ec <strong>l\u2019arcivescovo di Catania e presidente della Conferenza episcopale siciliana, mons. Salvatore Gristina<\/strong>, nel suo messaggio per la Santa Pasqua, nel quale ha parlato di citt\u00e0 come \u201ccasa comune\u201d: \u201cappartiene a tutti noi \u2013 ha detto -, \u00e8 il luogo della nostra storia personale e comunitaria, della nostra vita sociale e professionale. Per i credenti, poi, \u00e8 anche il luogo della presenza concreta di Dio che viene a sanare le nostre fragilit\u00e0 e a donarci sempre la speranza di cui abbiamo tanto bisogno\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cQuesta deve essere la vita del cristiano alla luce della resurrezione di Cristo: donarsi, dare il meglio di s\u00e9, offrire il servizio agli altri per contribuire al bene della societ\u00e0\u201d. <strong>L\u2019arcivescovo di Siracusa, mons. Salvatore Pappalardo<\/strong>, nel messaggio per la Santa Pasqua, propone ai fedeli un\u2019espressione di San Giovanni che, nel suo descriversi come discepolo, dice: \u201cNoi abbiamo conosciuto e creduto all\u2019amore di Dio\u201d e invita a guardare al cero pasquale che si accende durante la veglia pasquale con la frase: \u201cLa luce del Cristo che risorge glorioso disperda le tenebre del cuore e dello spirito\u201d. \u201cCiascuno di noi ha bisogno di ricevere la luce di Cristo che risorge. Non mancano le tenebre nella nostra societ\u00e0 \u2013 dice il presule -, le fragilit\u00e0 che tocchiamo con mano. I sindacati in questi giorni hanno dato vita ad una manifestazione sul problema lavoro che non c\u2019\u00e8. In questo periodo ho celebrato i precetti pasquali nella zona industriale ed anche l\u00ec emerge la necessit\u00e0 del lavoro che da dignit\u00e0 all\u2019uomo. Non mancano le fragilit\u00e0 che costituiscono motivo di sofferenze nel cuore di ogni uomo. Mi vengono in mente \u2013 aggiunge mons. Pappalardo &#8211; i giorni che abbiamo vissuto quando la nave Sea Watch era vicina alle nostre coste ed abbiamo toccato con mano la fragilit\u00e0 della nostra societ\u00e0 che non \u00e8 capace di accogliere persone che vivono in situazione di estrema povert\u00e0, miseria e guerra e scappano via per essere accolte in paradiso che non li accoglie. Ci sono tante altre sofferenze che riguardano la tratta delle persone o nell\u2019ambito della famiglia gli anziani che sperimentano la solitudine in maniera pesante. In queste situazioni legate alla nostra fragilit\u00e0, l\u2019annunzio della Pasqua che \u00e8 un evento accaduto diventa fondamento valido di speranza. La Pasqua \u2013 conclude mons. Pappalardo &#8211; \u00e8 motivo di speranza per noi cristiani come dice Papa Francesco. Ci affidiamo a qualcuno che ci ama\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cDobbiamo aprire i nostri cuori alla fiducia nell\u2019altro e diventare protagonisti di incontro, persone dotate di una forte capacit\u00e0 di ascolto, di libert\u00e0 interiore, nutriti dalla preghiera, quale vittoria su solitudine e disperazione\u201d. Lo chiede <strong>l\u2019arcivescovo mons. Giovanni Accolla, arcivescovo di Messina<\/strong>, nel suo messaggio di Pasqua ai fedeli. \u201cLa Pasqua \u2013 dice il presule &#8211; \u00e8 il dono pi\u00f9 bello che il Signore ha fatto agli uomini. \u00c8 il passaggio dalla schiavit\u00f9 alla libert\u00e0, dal peccato alla grazia, dall\u2019individualismo alla condivisone, dalla distrazione alla prossimit\u00e0. L\u2019augurio che rivolgo alla citt\u00e0 \u00e8 di intraprendere strade che creino comunicazioni e comunioni, di distruggere barriere e preconcetti, di evitare schieramenti facendoci sentire membri di quella casa comune che \u00e8 la citt\u00e0, luogo di condivisione della prossimit\u00e0, dove ognuno si sente amato dal Signore nella responsabilit\u00e0 gioiosa verso i fratelli pi\u00f9 bisognosi. Ges\u00f9 &#8211; aggiunge mons. Accolla &#8211; \u00e8 venuto a liberare l\u2019uomo da ogni forma di peccato dando speranza. Con la Pasqua l\u2019uomo prende coscienza, fa un salto qualitativo, una rivoluzione copernicana dove matura la sua identit\u00e0 e il senso di appartenenza a un popolo\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Alla \u201cPace della Pasqua\u201d ha dedicato il suo messaggio <strong>mons. Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina<\/strong>, pace che \u00e8 dono, che \u00e8 \u201carmonia, accordo, riconciliazione, \u00e8 soprattutto memoriale di ci\u00f2 che Dio sta operando per l\u2019umanit\u00e0 dal momento in cui il Cristo \u00e8 risorto\u201d. Per il vescovo \u201cla pace con noi stessi diventa poi preambolo di accettazione altrui\u201d e, se \u201cquesta seconda modalit\u00e0 di pace riguarda pi\u00f9 specificamente l\u2019incontro con l\u2019altro, rispettoso, aperto, accogliente\u201d, la pace \u201criguarda anche tutto ci\u00f2 che ci circonda, considerando che quello che abbiamo \u00e8 frutto dell\u2019elargizione gratuita di un dono. \u00c8 importante, a tal proposito \u2013 dice -, capire che quello che definiamo natura \u00e8 creazione, cio\u00e8 spazio vitale di Dio\u201d. Nel messaggio, mons. Gisana si sofferma sulla festa di Pasqua come \u201cmomento gioioso\u201d: si tratta di \u201cuna consegna di relazioni nuove nel rigoglio di una pace che auguriamo anzitutto alle nostre famiglie, per le quali speriamo che si implementino aperture significative di riconciliazione; al territorio in cui viviamo e investiamo, con l\u2019auspicio che questa volta sia l\u2019occasione buona per un radicale cambiamento della nostra mentalit\u00e0; alla nazione in cui si consuma il nostro destino, affinch\u00e9 ciascuno possa stabilire prospettive e realizzare sogni, e al mondo il cui ordinamento segue un istinto atavico di fratellanza universale\u201d. Per il vescovo, la Pasqua deve diventare \u201ccriterio di incontro tra di noi, nelle nostre famiglie, nelle occupazioni pi\u00f9 variegate (lavoro, relax, confronto), nelle grandi occasioni di scambi nazionali o internazionali\u201d, perch\u00e9 \u201c\u00e8 necessario che si percepisca una duplice urgenza: la pace \u00e8 l\u2019unica risposta possibile alla salvaguardia del genere umano ed essa reclama con forza la partecipazione attiva di tutti, nella consapevolezza che su quest\u2019aspetto siamo tenuti a crescere con umilt\u00e0 e discrezione\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 Pasqua. Ges\u00f9 \u00e8 risorto. Ogni narcisismo \u00e8 sconfitto perch\u00e9 \u00e8 anzitutto dichiarato che il narcisismo \u00e8 una condizione esistenziale di debolezza e perversione umana\u201d. Lo scrive il <strong>vescovo di Noto, mons. Antonio Staglian\u00f2<\/strong>, nel suo messaggio di Pasqua che rivolge alla diocesi. Il presule sottolinea che \u201csolo una \u2018nuova luce\u2019, che \u00e8 anche \u2018potenza di grazia negli occhi del cuore\u2019 permette il miracolo di vedere la realt\u00e0 nella perfezione della sua verit\u00e0 umana, proprio l\u00e0, sulla croce del Figlio di Dio nella carne umana, che muore per amore\u201d. Indicando le caratteristiche dell\u2019uomo e \u201cla realt\u00e0 umana di tutti\u201d, \u201capertura radicale nel dono, amore che spinge la vita fino a morire, cura per altri nella dimenticanza totale del s\u00e9-possessivo\u201d, il vescovo cita Rosmini e Nek, riconoscendo che \u201csiamo fatti per l\u2019Amore-agape che \u00e8 Dio dall\u2019eterno\u201d. \u201cOgni essere umano \u00e8 generativo, capace cio\u00e8 di far procedere da s\u00e9 altri da s\u00e9 nell\u2019amore\u201d, sottolinea mons. Staglian\u00f2. Una generativit\u00e0, che \u201c\u00e8 la via storica per sfuggire al narcisismo mortificante l\u2019energia vitale dell\u2019amore umano\u201d e \u201csi esprime non solo nel generare dentro il matrimonio cristiano figli e figlie che accrescono il genere umano\u201d. \u201cQuesta generativit\u00e0 si manifesta, infatti, anche e soprattutto nell\u2019introduzione educativa al processo di umanizzazione degli esseri umani\u201d. Cos\u00ec il vescovo segnala alcuni casi concreti, in particolare quello relativo alla famiglia. \u201cPerch\u00e9 i genitori vincano il narcisismo che \u00e8 distruttivo dell\u2019amore dovuto ai propri figli \u00e8 necessario che diventino padri e madri dei loro figli \u2013 sottolinea il presule -. Esistono infatti figli con genitori, ma senza padri e madri. Essere padre e madre significa imparare l\u2019amore da comunicare ai figli perch\u00e9 i figli restino umani e crescano umanamente\u201d. Una \u201cimpresa\u201d che \u201csar\u00e0 impossibile senza rivestire l\u2019uomo nuovo\u201d. Per mons. Staglian\u00f2, \u201c\u00e8 l\u2019uomo che, superato il narcisismo, \u00e8 tutto impegnato nel dono di s\u00e9 per altri, in un servizio di autentica carit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nel suo messaggio di Pasqua alla diocesi, <strong>mons. Carmelo Cuttitta, vescovo di Ragusa<\/strong>, parla di luce e buio, che, nella mente dell\u2019uomo, sono collegate al bene e al male, alla vita e alla morte. \u201cLa Pasqua di Ges\u00f9 \u2013 dice il presule &#8211; ci fa pensare agli innumerevoli atteggiamenti, progetti, gesti di amore, alle tante scelte e alle tante storie di donazione in cui si dona dignit\u00e0 e felicit\u00e0 all\u2019altro, soprattutto al povero, al piccolo, all\u2019escluso, al sofferente. L\u00ec c\u2019\u00e8 il Risorto, c\u2019\u00e8 vita, c\u2019\u00e8 felicit\u00e0 vera, c\u2019\u00e8 vittoria del Bene: c\u2019\u00e8 Dio. Penso, all\u2019opposto, ai gesti, ai progetti, alle scelte di odio, di violenza, di egoismo, di oppressione, di corruzione, di indifferenza. L\u00ec c\u2019\u00e8 morte, buio, c\u2019\u00e8 vittoria del male: l\u00ec Dio \u00e8 cacciato e rifiutato\u201d. L\u2019augurio di mons. Cuttitta per la Pasqua \u00e8 \u201cdi ritrovare il Signore Ges\u00f9, risorto perch\u00e9 ha amato, la fonte della nostra felicit\u00e0 pi\u00f9 vera e la spinta a fare della nostra esistenza una esistenza per gli altri. Le occasioni sono numerose, la vita ne \u00e8 piena: non sprechiamole. Saranno tante piccole Pasque \u2013 conclude &#8211; che ci conducono alla grande, luminosissima Pasqua che non ha fine\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cNon cesseremo mai di annunciare la follia della croce e la inaspettata novit\u00e0 della Risurrezione di Ges\u00f9, di pregare e cantare il Suo nome, di approfondire le insondabili ricchezze del Suo Mistero, di testimoniare la vita nuova che lo Spirito del Signore Risorto genera in noi\u201d. Lo scrive <strong>mons. Giorgio Demetrio Gallaro, eparca di Piana degli Albanesi<\/strong>, nel messaggio ai fedeli greco Albanesi della sua diocesi per la Pasqua, definita come \u201cprovvidenziale appello a centrare la nostra vita e la nostra azione sul Signore Ges\u00f9\u201d. Il vescovo ricorda che \u201cmai, come oggi, avvertiamo che siamo noi cristiani i veri portatori di novit\u00e0 culturale con quell\u2019originale concezione dell\u2019uomo che Cristo ha rivelato e di cui noi siamo chiamati ad essere convinti assertori, coraggiosi promotori e gioiosi testimoni\u201d. E aggiunge: \u201cLa Comunit\u00e0 cristiana nasce dal costato squarciato di Cristo, dal sepolcro vuoto. I discepoli, che durante la passione di Ges\u00f9 erano fuggiti e si erano dispersi, ritrovano la loro coesione interiore e si costituiscono in comunit\u00e0 nell\u2019unanime professione di fede dell\u2019avvenuta Risurrezione di Ges\u00f9. Non \u00e8 la fede che crea la Risurrezione di Ges\u00f9 \u2013 scrive mons. Gallaro -, \u00e8 il Signore Risorto che, con la forza del Suo Spirito, genera la fede e consente ai credenti di formare con il Signore Risorto un unico corpo\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Attraverso quattro icone del Duomo dedicate all\u2019incontro di Ges\u00f9 con i discepoli di Emmaus, <strong>l\u2019arcivescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi<\/strong>, offre ai fedeli una riflessione che parte da questa \u201cpagina esemplare per mostrarci come il Signore risorto \u00e8 presente ancora oggi nella nostra vita di credenti e come possiamo incontrarlo\u201d e indica ai fedeli la \u201cfrazione del pane, come agli inizi era chiamata l\u2019Eucaristia\u201d, da sempre al centro della vita della Chiesa. \u201cPer mezzo di essa \u2013 scrive il presule nel suo messaggio di Pasqua &#8211; Cristo rende presente, nello scorrere del tempo, il suo mistero di morte e di risurrezione. In essa Egli in persona \u00e8 ricevuto quale \u00abpane vivo disceso dal cielo\u00bb (Gv 6,51), e con Lui c\u2019\u00e8 dato il pegno della vita eterna, che ci fa pregustare l\u2019eterno convito della Gerusalemme celeste\u201d. E aggiunge: \u201cAnche oggi Ges\u00f9 \u00e8 pronto ad andare con coloro che si stanno allontanando dal cenacolo, dalla comunione dei fratelli, dalla Chiesa. Da risorto, non smette di essere il Pastore buono che va in cerca delle pecore smarrite. Sulla strada dei nostri interrogativi, delle nostre inquietudini e talvolta delle nostre cocenti delusioni, Ges\u00f9 il divino Viandante continua a farsi compagno del nostro incerto cammino per aiutarci a comprendere il senso della sacra Scrittura, svelarci il significato della sofferenza e della morte alla luce del disegno misterioso di Dio\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il <strong>vescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico Mogavero<\/strong>, apre il suo messaggio per la Pasqua soffermandosi sull\u2019\u201cinteresse diffuso, la commozione appassionata e la fattiva volont\u00e0 di ricostruzione\u201d che ha seguito l\u2019ibce Della Cattedrale di Notre Dame, che racconta il \u201cbisogno di trascendenza che nel sacro ha sicuramente una risposta sicura ed esauriente\u201d. \u201cMi va di pensare che possa rientrare in questa visione delle cose anche la Pasqua. Molti oggi non sanno neanche cosa significhi questo termine. Eppure tutti si avvalgono del carattere festoso di questi giorni e tutti si adeguano a certi riti, per niente liturgici, che ormai fanno parte delle relazioni sociali. Forse &#8211; scrive il presule &#8211; bisogner\u00e0 attendere qualcosa che, come a Parigi, conferisca una nuova prospettiva a una festa che per i cristiani \u00e8 decisamente la prima, la pi\u00f9 centrale, l\u2019unica necessaria. E allora- prosegue mons. Mogavero &#8211; \u00e8 naturale chiedersi se non sia proprio una responsabilit\u00e0 nostra la visione alienante della Pasqua, che privilegia il turismo, il banchetto, i dolci tradizionali, ma non si prende cura di annunciare, vivere e testimoniare la definitiva vittoria della vita sulla morte in Ges\u00f9 Cristo, morto sepolto e risorto. L\u2019augurio che faccio \u00e8, perci\u00f2, che come l\u2019esplosione di vita ribalt\u00f2 la pietra del sepolcro a Gerusalemme, cos\u00ec la carica di vita bella dei cristiani, risorti per grazia, dia una speranza nuova al nostro tempo, facendo trionfare la vita in tutte le realt\u00e0 nelle quali essa continua a essere osteggiata, crocifissa e sepolta\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 Pasqua! Nelle singole diocesi i vescovi hanno offerto ai fedeli a loro affidati diversi punti di riflessione e hanno formulato auguri perch\u00e9 la celebrazione della Risurrezione di Cristo sia occasione per un cambiamento personale, comunitario e anche sociale. Ecco una sintesi dei messaggi.<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":9492,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[7],"tags":[450,449],"news-destination":[],"news-source":[],"is_homepage":[],"ta_other":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9490"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=9490"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9490\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":9496,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/9490\/revisions\/9496"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/9492"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=9490"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=9490"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=9490"},{"taxonomy":"news-destination","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/news-destination?post=9490"},{"taxonomy":"news-source","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/news-source?post=9490"},{"taxonomy":"is_homepage","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/is_homepage?post=9490"},{"taxonomy":"ta_other","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/ta_other?post=9490"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}