{"id":4718,"date":"2013-11-13T11:56:00","date_gmt":"2013-11-13T10:56:00","guid":{"rendered":"http:\/\/wptestsite.tecnavia.com\/chiesedisicilia_clientsite\/news\/2013\/11\/13\/trapani-solchiamo-il-mare-infinito-con-la-luce-del-vangelo\/"},"modified":"2018-11-12T07:58:51","modified_gmt":"2018-01-16T07:58:51","slug":"trapani-solchiamo-il-mare-infinito-con-la-luce-del-vangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/2013\/11\/13\/trapani-solchiamo-il-mare-infinito-con-la-luce-del-vangelo\/","title":{"rendered":"TRAPANI.SOLCHIAMO IL MARE INFINITO CON LA LUCE DEL VANGELO"},"content":{"rendered":"<div>Carissimi,<\/div>\n<div>nella domenica di Zaccheo la liturgia della Parola ci offre un consolante versetto del Vangelo: \u201cDio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito: chi crede in lui ha la vita eterna\u201d (cfr Gv 3,16). Dio ha tanto amato te, chiesa di Trapani, da dare il suo Figlio unigenito. Ecco il cuore del messaggio cristiano, che mi porta a te oggi, mia diletta Sposa. Questo \u00e8 il cuore del messaggio che ti hanno consegnato nei secoli passati tutti i miei Predecessori. Questa sera vengo a te, come piccolo anello di una lunga catena di amore che risale fino a Ges\u00f9, fino al Padre dei cieli. Catena intrecciata dalla forza e dalla fantasia dello Spirito Santo. Catena che non ti fa schiava, ma libera. Vengo come uomo e Pastore del Sud, per confermarti nella gioia e nella responsabilit\u00e0 della fede, testimoniate da Zaccheo, personaggio piccolo di statura, da tutti temuto, che diventa gigante di conversione e di solidariet\u00e0 dopo l\u2019incontro con Ges\u00f9. Vengo &#8211; come ti ho gi\u00e0 scritto &#8211; per amarti e, ne sono certo, per essere amato.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>SALUTI<\/div>\n<div>Carissimi, lasciate che il mio primo saluto vada a coloro che ci hanno raggiunto da lontano. Ai fedeli e agli amici venuti da Castellaneta, su iniziativa dell\u2019Apostolato della preghiera, accompagnati dal Delegato don Fernando Balestra e da una grande rappresentanza di sacerdoti. Tanti, nonostante la giornata festiva! Un deferente e grato saluto al Sindaco e ai due assessori del Comune di Castellaneta, mentre il pensiero va anche alle Autorit\u00e0 civili e militari del territorio jonico da cui provengo. Saluto altres\u00ec i miei concittadini e familiari di Crispiano e quanti si sono mossi da altre citt\u00e0. Avete visto che la citt\u00e0 reale di Trapani \u00e8 bella e accogliente. Ditelo a quanti incontrerete e tornate a trovarci, quando vi sar\u00e0 possibile: il mio cammino ed il vostro non si interrompono, ma continuano in modo diverso. Il Signore ci apre a nuove realt\u00e0, che sono dono e responsabilit\u00e0 per tutti. Saluto ora le Autorit\u00e0 civili e militari, che ci onorano con la loro presenza. Ho avuto modo di incontrarvi poco fa nella sede comunale. Qui vi accolgo nella Cattedrale, non solo per ricambiare la vostra cortesia, ma anche per ribadire la libera e leale collaborazione delle istituzioni ecclesiali e la mia personale vicinanza nella preghiera per il vostro lavoro quotidiano. Il mio grazie al signor Prefetto, al Commissario straordinario della Provincia, ai Sindaci della Citt\u00e0 e dei Comuni della Diocesi, ai Senatori della Repubblica di Trapani, ai Deputati regionali, ai Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Finanza, della Forestale e dei Vigili del Fuoco, al Comandante della Capitaneria di Porto, al Questore e alla Polizia Stradale, al Presidente del Tribunale e al Direttore del Carcere, al 37\u00b0 Stormo dell\u2019Aeronautica Militare, al 6\u00b0 Reggimento Bersaglieri, al Presidente della Camera del Commercio e all\u2019 Ispettrice della Croce Rossa. A tutti auguro un anno di fecondo lavoro, ben consapevole che la crisi sociale attuale domanda a tutte le Autorit\u00e0 un supplemento di autorevolezza e di disinteresse, di coordinamento e di coraggio nel perseguire il bene di tutti e di ciascuno. Al direttore del Carcere dico sin d\u2019ora il mio intento di incontrare la vostra realt\u00e0 il prossimo 5 novembre.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>IL CAMMINO ECCLESIALE<\/div>\n<div>Eccomi qui, ora, a rivolgere lo sguardo a tutta la comunit\u00e0 ecclesiale, a questo popolo di Dio in cammino nella Diocesi di Trapani. Grazie per avermi atteso e accolto con grande affetto e benevolenza. A cominciare dal confratello Vescovo, Mons. Alessandro Plotti, che ha lavorato tanto per voi, con passione e saggezza, vivendo una \u201cnuova e inedita avventura\u201d. Vi ha servito per un anno e mezzo: gli avete testimoniato calore umano e cristiano, voglia di risalire alle radici della fede per ritrovare le vie della fiducia e della serenit\u00e0, coraggio di cercare il senso cristiano del perdono, disponibilit\u00e0 a crescere nella coscienza ecclesiale e nella comunione tra le vocazioni. Grazie, Eccellenza! Il pastorale che hai portato con amore mi peser\u00e0 un po\u2019 meno. Far\u00f2 tesoro della tua testimonianza e cercher\u00f2 di far fruttare l\u2019eredit\u00e0 pastorale che mi consegni, in cui tante grandi potenzialit\u00e0 ecclesiali e civili sono state rimesse in gioco. Saluto, poi, i signori Cardinali presenti. Anzitutto l\u2019arcivescovo emerito di Palermo, Card. Salvatore De Giorgi. \u00c8 stato il mio arcivescovo nella diocesi di Taranto, da cui provengo. Grazie per la sua paterna, costante vicinanza. Grazie a lei, cardinale Paolo Romeo, Arcivescovo di Palermo, metropolita di questa diocesi trapanese. Vostra Eminenza mi onor\u00f2, dieci anni fa, dell\u2019indimenticabile visita a Castellaneta: oggi idealmente mi accoglie in Sicilia per ridirmi il suo sapienziale \u201cIn nomine Domini andiamo avanti!\u201d. Un grazie speciale a voi fratelli Vescovi di questa amata Regione ecclesiastica, ordinari ed emeriti. Grazie per la vostra ammirevole apertura. Rinnovo oggi l\u2019affetto grande che ho nutrito in passato, da Rettore del Seminario Romano, verso i seminaristi che venivano dalla Sicilia e verso ciascuna delle loro Diocesi. Mai avrei immaginato che un giorno il Signore me ne avrebbe data una &#8211; bellissima &#8211; in sposa! In questo momento penso con gratitudine ai fratelli Vescovi della Puglia. In mezzo a loro ho vissuto dieci anni intensi, sperimentando la gioia e la fatica della collegialit\u00e0, anche presiedendo l\u2019Istituto Pastorale Pugliese e il Servizio Regionale di Pastorale Giovanile. Con tutti i Vescovi di Sicilia e di Puglia rivolgo il mio pensiero affettuoso e grato al Vescovo di Roma, Papa Francesco, che si \u00e8 reso strumento dell\u2019amore di Dio verso le nostre terre, incoraggiandole alla cultura dell\u2019incontro, al di l\u00e0 delle pur necessarie logiche e articolazioni regionali. Egli ci vede come Pastori impegnati \u201cad accogliere tutti con magnanimit\u00e0, a camminare col gregge e a rimanere col gregge\u201d. Mi aiuterete ad assolvere questo che \u00e8 desiderio e compito. Saluto poi i sacerdoti presenti, quelli di Trapani e quelli di Castellaneta. Un semplice grazie: avete condiviso e condividerete con me la passione per l\u2019annuncio del Vangelo, per il rinnovamento della Chiesa nella carit\u00e0 e nella capacit\u00e0 di generare e formare cristiani laici adulti, per il dialogo costruttivo e stimolante con le persone e le istituzioni del territorio a voi affidato. Sono fortemente desideroso di incontrarvi personalmente l\u00ec dove vivete e di rafforzare insieme i legami del presbiterio. Con voi sacerdoti saluto anche i diaconi permanenti, grato per il servizio liturgico ma anche sociale a Cristo nei poveri della nostra Chiesa. Saluto i consacrati, fratelli e sorelle che \u2013 in convento o in famiglia, nelle attivit\u00e0 educative e sociali \u2013 testimoniano la nostalgia della Casa del Cielo, il seno di Abramo, al quale siamo chiamati; nostalgia congiunta all\u2019autentica simpatia verso il mondo, amato e redento da Dio. In particolare rinnovo il saluto alle clarisse e alle benedettine che ho incontrato in questi giorni ad Alcamo, affidando alla loro preghiera di intercessione il nostro cammino diocesano. Confidando nella potenza della preghiera, ho deciso di partire di l\u00ec, dai monasteri della diocesi, per abbracciare tutto il popolo di Dio: le persone e le istituzioni, le famiglie e le associazioni, le parrocchie e gli organismi. La vocazione di tutti ha una radice nel mistero che le monache contemplano ogni giorno. La pastorale di tutte le vocazioni non pu\u00f2 che partire da qui, dallo stare ai piedi di Ges\u00f9, nutrendosi del pane della Parola e del pane della Vita, cibo capace di nutrire la fame nostra e di coloro che si rivolgono a noi. In ogni ambiente e situazione.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>IL PRIMO POSTO<\/div>\n<div>Vi chiederete: chi occupa il primo posto nel cuore del Vescovo? Vorrei dire anzitutto che \u2013 come insegna il Concilio \u2013 le gioie e le speranze, i lutti e le angosce di tutti gli esseri umani trovano eco profonda nella Chiesa e nel mio cuore. Tuttavia \u2013 pensando al brano di Zaccheo \u2013 posso precisare che i primi non sono nella folla che gi\u00e0 segue Ges\u00f9, ma in coloro che lo guardano a distanza o salgono sull\u2019albero a spiarlo, coloro che non hanno la forza fisica o morale per raggiungerlo e unirsi agli altri. La preghiera in monastero mi conferma nella predilezione per i poveri, a cui Zaccheo dedica la met\u00e0 dei suoi beni, e per coloro che sono stati da lui defraudati, a cui egli restituisce quattro volte tanto. Nella vita pastorale, come nella vita sociale, c\u2019\u00e8 un discernimento da fare e da mettere in pratica. Il mio primo abbraccio va a voi, famiglie che portate i pesi della vita, resi pi\u00f9 gravi dalla crisi del lavoro, dalle ingiustizie, dall\u2019odio; penso alla grazia del sacramento e concretamente a voi, famiglie che vi sentite forse penalizzate e bloccate dalla presenza di parenti disabili nella vostra casa. Ho voluto incontrarvi per prime nella chiesa di S. Agostino, come segno di una predilezione che deve caratterizzare tutte le parrocchie e tutte le istituzioni. Cammineremo insieme, adeguando il nostro passo al passo dei pi\u00f9 svantaggiati tra noi. \u00c8 il passo della lentezza che non umilia, ma umanizza la nostra convivenza. In questo mi sento preceduto da quanti hanno fatto proprie le motivazioni ideali di padre Antonio Campanile nel fondare una casa accogliente per gli ultimi. Sar\u00e0 una delle prime realt\u00e0 che visiter\u00f2 in questa settimana. La nostra Chiesa e la nostra societ\u00e0 devono continuare a mettere al primo posto queste persone svantaggiate, non solo con strutture idonee e personale adeguato e professionale, ma soprattutto con cuori sempre pi\u00f9 caldi e intelligenze sempre pi\u00f9 motivate ad accogliere la vita fragile. Dare a questi fratelli e sorelle il primo aiuto, quello necessario per renderli capaci della loro autonomia possibile, significa mettere le premesse per ricevere da loro un dono sorprendente: l\u2019umanizzazione della nostra vita, il miracolo di una scienza, che illuminata dalla fede, non rimane schiava di una tecnologia fine a se stessa, ma si piega e fiorisce nel servizio all\u2019essere umano integrale. Prolungando la preghiera fatta nel monastero, preghiamo oggi per gli immigrati: a cominciare da coloro che hanno trovato la morte nei nostri mari. Nel giorno della Commemorazione dei fedeli defunti, ho pregato per la loro gioia eterna in cielo. A qualunque religione appartengano, qualunque sia il colore della loro pelle, sono tutti nostri fratelli e sorelle e Dio non pu\u00f2 che essere Padre \u2013 unico! &#8211; di tutti. Ho pregato e prego con voi per quanti sono riusciti a sbarcare e ad incamminarsi sulle nostre strade; preghiamo per tutta l\u2019Italia, l\u2019Europa, il mondo occidentale in genere, chiamato al dovere di accoglierli con dignit\u00e0 e tempestivit\u00e0, creando un circolo virtuoso di collaborazione giuridica ed economica, unendo le prospettive di integrazione sociale a quelle di prevenzione politica. Agli immigrati ho dedicato la mattinata recandomi con Mons. Plotti al Centro di accoglienza di Bonagia. Tra i \u201cprediletti\u201d desidero mettere i fratelli e le sorelle privati della libert\u00e0 nel carcere cittadino, che visiter\u00f2 marted\u00ec. Offrir\u00f2 ai detenuti ed a quanti operano in quella struttura un segno di attenzione da parte di tutta la Diocesi, un messaggio di conforto e di speranza nel difficile ma necessario percorso di giustizia e di rinascita. Spesso si tratta di stranieri e di giovani! L\u2019elenco familiare dei privilegiati mi porta ora a guardare con fiducia, nel monastero ed in ogni parrocchia, proprio a voi, giovani, a voi che spesso vi trovate senza lavoro e senza ideali. Gettate insieme ogni preoccupazione in Colui che si prende cura di noi (Cfr. 1Pietro 5,7). Con umilt\u00e0 lavoriamo a ridare speranza a questa societ\u00e0 sempre pi\u00f9 invecchiata, ma, paradossalmente, sempre meno pronta a prendesi cura dei suoi anziani. Abbiamo bisogno di voi, giovani; dei vostri sogni e della vostra voce pressante. Insieme dobbiamo costruire la nave che ci porta nel futuro. Ma \u2013 come diceva il poeta Antoine de Saint-Exup\u00e9ry \u2013 non cominceremo col chiamare a raccolta persone che procurino la legna, non cominceremo col distribuire i compiti e col promettere ruoli pi\u00f9 o meno importanti; no, impareremo noi stessi e insegneremo agli altri la nostalgia del mare ampio e infinito. Cos\u00ec comincia la costruzione della nostra nave trapanese e siciliana, italiana ed europea. La nostra costruzione \u00e8 un mare da solcare ed illuminare con la luce Vangelo. Come facevano i nostri antichi marinai e marittimi portando la Madonna di Trapani in tutto il Mediterraneo. La prima preoccupazione non sar\u00e0 nel fare progetti o pianificazioni, ma nel risvegliare la nostalgia dell\u2019infinito che \u00e8 nell\u2019uomo e dell\u2019infinito che \u00e8 Dio. Tanti uomini di buona volont\u00e0, credenti e non, sono pronti a dialogare con noi e a cercare con noi le sorgenti della spiritualit\u00e0. Come ci testimonia il dialogo di papa Francesco con scrittori e giornalisti che ancora non hanno incontrato Dio. In questo modo ci prepariamo a guardare al mondo del lavoro, a pregare affinch\u00e9 si moltiplichino opportunit\u00e0 di rinascere che non rendano schiavi i giovani e chi ha bisogno di lavorare, ma li onorino nella loro dignit\u00e0 e li premino in forza del loro merito. Penso ora alle attivit\u00e0 produttive legate al mare e alle saline, alle risorse paesaggistiche e culturali del nostro territorio, alla posizione strategica per la pace e per l\u2019incontro virtuoso tra Est e Ovest, tra Nord e Sud. Davvero non sono casuali la storia e la geografia del nostro popolo. Davvero abbiamo bisogno di grande spiritualit\u00e0 per fare delle nostre rotte navali ed aeree grandi ponti non solo di tolleranza, ma anche e soprattutto di comunione e di fraternit\u00e0.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>CUM OMNI FIDUCIA<\/div>\n<div>Qui faccio appello a tutto il laicato cristiano e cattolico. \u00c8 tempo di sequela gioiosa e coraggiosa. San Paolo metteva in guardia il vescovo Timoteo dalle persone \u201coziose, verbose e curiose\u201d: anche allora sembra prevalesse la chiacchiera sterile e dannosa. L\u2019Apostolo delle genti incoraggiava a vivere l\u2019avventura cristiana \u201ccum omni fiducia\u201d: con tutta fiducia, tutta parres\u00eca. \u00c8 lo stile che vorrei indicare a voi cristiani laici e specialmente a coloro che si riconoscono nelle diverse aggregazioni ecclesiali e nelle associazioni di volontariato cattolico ed ecumenico: \u201cDio infatti non ci ha dato uno Spirito di timidezza, ma di forza, di carit\u00e0 e di prudenza\u201d (2Tm1,7). Penso anche ai cultori della religiosit\u00e0 popolare e della tradizione dei \u201cmisteri\u201d. Questo patrimonio spirituale, cos\u00ec radicato nella societ\u00e0 e nella cultura popolare, non solo siciliana ma anche pugliese, non va mortificato con una ripetitivit\u00e0 sterile e a volte discutibile. Deve essere assunto \u2013 sulle orme di san Paolo \u2013 \u201cper accogliere tutti quelli che vengono a noi, per annunziare il regno di Dio e per insegnare le cose riguardanti il Signore Ges\u00f9 Cristo, con tutta franchezza (cum omni fiducia) e senza impedimento\u201d (Atti 28,30b-31). Solo cos\u00ec, prima o poi, questi antichi segni della Passione parlano della misericordia di Dio e predispongono a questi cambiamenti di vita capaci di rinnovare non solo la Chiesa, ma anche la societ\u00e0 civile, le ideologie e le strutture apparentemente pi\u00f9 lontane dalla fede.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>CONCLUSIONE<\/div>\n<div>Sono venuto da lontano, rispondendo ad una chiamata. Ho superato anch\u2019io incertezze e tentazioni di rifiuto. In tanti modi mi hanno aiutato la preghiera e le parole di solidariet\u00e0 e incoraggiamento degli altri. Vi chiedo di continuare a pregare e a sostenere i tanti s\u00ec vocazionali che il Signore ha suscitato e suscita nel nostro popolo. Siamo tutti responsabili delle vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata, al matrimonio cristiano e alla missione. Abbiamo solo cinque seminaristi: chiedo alle parrocchie di curare molto il gruppo dei ministranti. Il servizio all\u2019altare sia affidato anzitutto ai ragazzi e ai giovani: se ci sono adulti \u2013 lettori o accoliti \u2013 si sentano impegnati a curare questi gruppi di \u201cgiovani servitori dell\u2019altare\u201d, incoraggiando la pastorale dei ragazzi e degli adolescenti sia con esperienze liturgiche e sia con itinerari di servizio della carit\u00e0 (visita agli ammalati, amicizia con i disabili e le loro famiglie, servizio gratuito a chi ha difficolt\u00e0 nello studio, accostamento graduale agli adolescenti che abbandonano la scuola o ai figli degli immigrati). Ma pregate anche per le vocazioni femminili, sia per i monasteri &#8211; di Alcamo e di Castellaneta &#8211; sia per gli Istituti di vita apostolica. La passione per la bellezza, l\u2019armonia, la pacificazione passa attraverso l\u2019opera di tante religiose che hanno dato tutto per Ges\u00f9 e per i suoi fratelli pi\u00f9 poveri. Dovunque ho incontrato suore che sono nate in Sicilia o hanno speso in questa Regione anni belli della loro vita, felici di una felicit\u00e0 che solo la consacrazione pu\u00f2 dare. Sono certo che la risorsa della vita consacrata non si estinguer\u00e0, nonostante le difficolt\u00e0 presenti. Dio ha tanto amato il mondo e continua ad amarlo rendendo presente il Figlio suo attraverso le innumerevoli forme di presenza che lo Spirito di Ges\u00f9 suscita tra noi. A noi tocca lasciarci amare, accogliere il Figlio divino che ci \u00e8 donato e aderire a Lui con una fede che si fa sequela gioiosa e fruttuosa. Con voi invoco il Patrono principale della citt\u00e0, Sant\u2019Alberto degli Abati, i Beati della nostra terra e i servi di Dio, che hanno seminato consolazione e carit\u00e0 cristiana nel nostro popolo. Soprattutto invoco con voi la Madonna di Trapani, la spes nautarum, la speranza dei naviganti. O Maria, dolce sorriso che abbraccia Trapani e il Mediterraneo, ti invoco come Madre del Signore che ti fai scala e madre di ogni peccatore. Un canto popolare siciliano loda la tua missione: \u201c E Ddiu ti dipinciu cu manu puri \/ e comu Matri di lu piccaturi\u201d. Madonna di ogni nostra contrada, da Custonaci a Giubino, tu sei Madonna del Soccorso e Madonna dei miracoli. Rendi puri i nostri cuori, affinch\u00e9 vediamo l\u2019opera del tuo Figlio divino in ognuna delle nostre storie. Madonna di Trapani, cielo a noi vicino, insegnaci il tuo sorriso divino!<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[30],"tags":[],"news-destination":[],"news-source":[],"is_homepage":[],"ta_other":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4718"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4718"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4718\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":23180,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4718\/revisions\/23180"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4718"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4718"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4718"},{"taxonomy":"news-destination","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/news-destination?post=4718"},{"taxonomy":"news-source","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/news-source?post=4718"},{"taxonomy":"is_homepage","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/is_homepage?post=4718"},{"taxonomy":"ta_other","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/ta_other?post=4718"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}