{"id":10968,"date":"2019-12-25T09:56:40","date_gmt":"2019-12-25T08:56:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/?p=10968"},"modified":"2020-01-01T11:55:06","modified_gmt":"2019-03-07T11:55:06","slug":"vi-annuncio-una-grande-gioia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/2019\/12\/25\/vi-annuncio-una-grande-gioia\/","title":{"rendered":"&#8220;VI ANNUNCIO UNA GRANDE GIOIA&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Il <strong>card. FRANCESCO MONTENEGRO, arcivescovo di Agrigento<\/strong>, ha affidato ad un messaggio &#8220;<em>qualche pensiero semplice<\/em>&#8221; che si augura &#8220;<i>raggiunga tutti e serva a vivere le festivit\u00e0 natalizie nel modo pi\u00f9 autentico<\/i>&#8220;. Il prelato parla di una sua &#8220;<i>perplessit\u00e0 anche solo a pronunciare la parola \u201cauguri\u201d visto il momento difficile che stiamo attraversando. Non rischiamo di dire o scrivere cose retoriche? Che senso ha parlare di festa &#8211; <\/i>scrive<i> &#8211; in un momento in cui la crisi economica morde drammaticamente migliaia di famiglie per la mancanza di lavoro o per altre gravi problematiche? Probabilmente, mentre vi scrivo, in tanti stanno preparando i loro pacchi perch\u00e9 hanno deciso di partire gi\u00e0 i primi giorni del nuovo anno. E noi qui a farci gli auguri? Ha senso? E\u2019 giusto?&#8221;.\u00a0<\/i>Il suo invito \u00e8 a reagire: &#8220;<i>In mezzo alle difficolt\u00e0 di questo nostro tempo, da quelle sociali a quelle economiche, da quelle morali a quelle familiari o spirituali<\/i> &#8211; dice mons. Montenegro &#8211; \u00a0<i>l\u2019atteggiamento che dobbiamo mantenere \u00e8 quello di chi non si stanca di guardare in alto, di indirizzare occhi e cuore laddove pi\u00f9 sicura \u00e8 la sorgente della speranza&#8221;.\u00a0<\/i>Un invito che l\u2019arcivescovo di Agrigento rivolge ai fedeli della sua diocesi e non solo. &#8220;<i>Rinati dall\u2019alto impareremo a guardare con carit\u00e0 ogni fratello immigrato pensando che siamo tutti fratelli e, in particolare noi siciliani, siamo un popolo di emigranti, di gente che sa cosa vuol dire scappare di casa per un pezzo di pane. E se proviamo a vedere cos\u00ec il Santo Natale<\/i> &#8211; aggiunge -, <i>spogliandolo finalmente di tutto ci\u00f2 che \u00e8 inutile e superfluo, allora sar\u00e0 per tutti e per ciascuno un \u201cvero\u201d Natale. Sar\u00e0 uno di quei momenti di sosta in cui fare il pieno di speranza e di bene, recuperando la bellezza dei rapporti familiari, gustando lo stare insieme come elemento di forza per ripartire con maggiore entusiasmo e armonia<\/i>&#8220;.<\/p>\n<p>\u201c<em>Ges\u00f9 bambino ci porta il sorriso di Dio, venuto a partecipare alle nostre piccole gioie ad asciugare le nostre lacrime. Quel sorriso \u00e8 la pi\u00f9 grande energia per ricominciare a costruire una societ\u00e0 a misura d\u2019uomo conforme al disegno di Dio<\/em>\u201d. Lo ha scritto <strong>l\u2019arcivescovo di Monreale, mons. Michele PENNISI<\/strong>, nel messaggio diffuso in occasione delle festivit\u00e0 natalizie. \u201c<em>Nella nostra societ\u00e0 delle \u2018passioni tristi\u2019 che ha paura del futuro<\/em> \u2013 osserva l\u2019arcivescovo \u2013, <em>anche per chi continua ad allestire il presepe e ad addobbare l\u2019albero di Natale, simbolo dell\u2019albero della vita, c\u2019\u00e8 il rischio dell\u2019abitudine che considera il Natale come una festa tradizionale, ma che dimentica il festeggiato<\/em>\u201d. \u201c<em>Il Natale<\/em> \u2013 dice ancora \u2013 <em>non \u00e8 un evento del passato, ma \u00e8 un \u2018mistero\u2019 che si \u00e8 reso presente nella storia e che continua\u201d.<\/em> E pi\u00f9 avanti:\u00a0\u201c<em>Dal mistero del Natale siamo invitati a coinvolgerci nella storia della salvezza, a sentirci contemporanei di Ges\u00f9 Cristo, che \u00e8 vivo e presente in questo terzo millennio dopo la sua nascita, a seguirlo, sulla via dell\u2019umilt\u00e0, della mitezza, della povert\u00e0, che dalla mangiatoia di Betlemme conduce alla Croce del Golgota. Ognuno di noi<\/em> \u2013 prosegue mons. Pennisi -, <em>dopo aver sperimentato la gioia dell\u2019incontro con Ges\u00f9, per rendere credibile il mistero del Natale, \u00e8 chiamato ad annunciare a tutti questa \u2018Bella Notizia\u2019, testimoniando il suo amore con concrete azioni di misericordia a servizio dei fratelli e delle sorelle pi\u00f9 bisognosi&#8221;.<\/em><\/p>\n<p>\u201c<em>Nel Natale di Ges\u00f9 la via di Dio \u00e8 l\u2019uomo. Natale ci ricorda che dobbiamo ripartire dall\u2019uomo<\/em>\u201d. Lo ha detto <strong>l\u2019arcivescovo di Palermo, mons. Corrado LOREFICE<\/strong>, nell\u2019omelia della messa del giorno di Natale in cattedrale, invitando a guardare al presepe come al \u201c<em>Vangelo vivente in un momento di cambiamento epocale<\/em>\u201d. Durante la messa della notte \u00e8 stato portato all\u2019altare al canto del gloria un Bambinello proveniente dalla Tanzania, un dono ricevuto dal parroco della cattedrale, mons. Filippo Sarullo, che ha voluto sceglierlo come monito per \u201c<em>aiutare le coscienze di tutti ad accettare la sfida dell\u2019accoglienza e della protezione dei migranti che arrivano sulle coste siciliane<\/em> \u2013 ha detto al termine della celebrazione -, <em>per provocare una riflessione contro tutte le forme di razzismo<\/em>\u201d. L\u2019arcivescovo ha chiesto di \u201c<em>tornare a vedere in quella piccolezza la vera salvezza<\/em>\u201d. E ha citato un padre della chiesa copta ortodossa del monastero di san Macario, in Egitto. \u201c<em>Il mondo \u00e8 stanco e sfinito perch\u00e9 fa a gara a chi \u00e8 il pi\u00f9 grande<\/em> \u2013 ha aggiunto mons. Lorefice -. <em>C\u2019\u00e8 una concorrenza spietata tra governi, tra popoli, all\u2019interno delle famiglie, tra una parrocchia\u00a0 e un\u2019altra. Chi \u00e8 il pi\u00f9 grande tra di noi? Noi e il mondo tutto non troveremo n\u00e9 salvezza n\u00e9 pace se non torniamo a incontrarti nella mangiatoia di Betlemme<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;arcivescovo di Messina, mons. Giovanni ACCOLLA<\/strong>, nel suo messaggio di Natale alla diocesi, porge i suoi auguri per un \u2018ascolto\u2019 attento alla chiamata del Signore sul modello della Beata Vergine Maria. &#8220;<em>La verginit\u00e0 di Maria \u00e8 un forte richiamo al nostro bisogno di verginit\u00e0<\/em> \u2013 scrive -. <em>Viviamo, infatti, in un mondo dove molto di quanto ci circonda non \u00e8 pi\u00f9 vergine, inquinato da relazioni che turbano la dignit\u00e0 dell\u2019uomo: menzogne, calunnie, desiderio di dominio, strumentalizzazioni, divisioni, guerre, arricchimento illecito, arrivismo, disoccupazione, paure\u2026 Ma non tutto, per grazia di Dio, \u00e8 cos\u00ec<\/em>\u201d. Il presule cita \u201c<em>tante virtuosit\u00e0, numerosi segni di bont\u00e0, esempi poco appariscenti, ma molto autentici, di tante esperienze di generosit\u00e0, di solidariet\u00e0 e di carit\u00e0<\/em>\u201d. Qualit\u00e0 di cui sono \u201c<em>ricche<\/em>\u201d sia \u201c<em>la societ\u00e0 che la Chiesa<\/em>\u201d. \u201c<em>\u00c8 in questo che bisogna cercare e individuare il terreno fertile \u2013 \u2018vergine\u2019, appunto \u2013 dove possa trovare \u2018ascolto\u2019 e attecchire, in maniera feconda, la chiamata del Signore<\/em>\u201d. \u00a0Per mons. Accolla \u201c<em>l\u2019ascolto trova accoglienza solo dove si \u00e8 fatto spazio ed \u00e8 possibile fare spazio solo a seguito di una conversione personale e comunitaria<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<em>La dignit\u00e0 umana si pu\u00f2 riacquisire immedesimandosi nell\u2019altro, amandosi. La fraternit\u00e0 pu\u00f2 nascere se ricominciamo a stimarci, a dare fiducia all\u2019altro<\/em>\u201d. Cos\u00ec il <strong>vescovo di Acireale, mons. Antonino RASPANTI<\/strong>, nel suo videomessaggio per il Natale rivolto alla diocesi. \u201cNei lavori di ogni giorno ci affidiamo, nella vita familiare l\u2019uno si affida all\u2019altro per mille piccole cose quotidiane. Senza questa fiducia, questo fidarsi di ci\u00f2 che l\u2019altro pu\u00f2 fare per me e che non \u00e8 possibile rendere sempre in denaro, c\u2019\u00e8 la grande relazione di amicizia, fraternit\u00e0 e amore\u201d. L\u2019augurio \u00e8 quello di \u201c<em>apprezzare la forza delle relazioni che riguadagna questa dignit\u00e0 e che ci fa crescere insieme in spirito di amicizia<\/em>\u201d. Infine, il pensiero e l\u2019augurio di \u201c<em>buon Natale<\/em>\u201d ad anziani, ai bambini, ai giovani e a chi \u201c<em>un lavoro non ce l\u2019ha e lo cerca davvero<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<i>Vogliamo avere un occhio di predilezione per le persone che vivono situazioni di povert\u00e0, per i tanti bambini nel mondo che nascono e muoiono dopo pochi giorni, perch\u00e9 non hanno nulla da mangiare o vengono abbandonati. E noi non possiamo restare a guardare<\/i>\u201d. Lo dice il <b>vescovo di Ragusa, mons. CARMELO CUTTITTA<\/b>, nel suo <a href=\"https:\/\/youtu.be\/NiLyD4mabKM\">videomessaggio per il Natale<\/a> rivolto ai fedeli della diocesi. \u201c<i>Se questo mondo non riesce ad avviare una dimensione di speranza, di inclusione dei poveri, dei sofferenti e degli ammalati, allora non sar\u00e0 Natale<\/i>\u201d. L\u2019intento del presule \u00e8 quello di \u201c<i>dare parte del nostro tempo a persone che non vediamo o per la fretta non riusciamo a fare entrare nella nostra vita<\/i>\u201d. Citando la lettera di Papa Francesco sul presepe, mons. Cuttitta rivolge un incoraggiamento a tutti coloro che sono in difficolt\u00e0: \u201c<i>Non siete da soli, siamo con voi. Siamo per voi. Vi verremo incontro per darvi una dimensione di maggiore dignit\u00e0, per potere incontrare con gioia ed esultanza nel Natale del Signore il figlio di Dio che si fa bambino<\/i>\u201d.<\/p>\n<p>Di luce di stelle, di cammino , di &#8220;<em>incontro personale con il Signore<\/em>&#8221; e sostare &#8220;<em>in sua presenza<\/em>&#8221; parla <strong>mons. CALOGERO PERI, vescovo di Caltagirone<\/strong>, che quest\u2019anno porge i suoi auguri di Natale partendo dai Magi, dei quali parla in un video caricato sul canale YouTube della sua Chiesa locale. Il titolo \u00e8 &#8220;<strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=2Fnsa6xHpQc\">Per un&#8217;altra via. \u00a0L\u2019incontro <\/a><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=2Fnsa6xHpQc\">\u00a0che cambia la vita e la<\/a><\/strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=2Fnsa6xHpQc\"><strong> via<\/strong>&#8220;<\/a>\u00a0e contiene le parole del Vangelo, le immagini del territorio calatino, buona musica pop e della tradizione natalizia.\u00a0&#8220;<em>Anche il nostro cammino, il nostro percorso, la nostra strada Devono portare al cuore della nostra fede<\/em>&#8220;, dice. E invita a cercare Ges\u00f9 che significa &#8220;<em>non trovarlo dice noi pensiamo, ma dove Lui si nasconde, e tante volte si nasconde e lo incontriamo dove non pensiamo possa esserci<\/em>&#8220;. Per mons. Peri, &#8220;<em>incontrarlo personalmente, a tu per tu, tu e Dio<\/em>&#8221; significa poi &#8220;<em>tornare per un\u2019altra strada<\/em>&#8220;. \u00a0Con gli occhi fissi in camera, poi, un invito a ciascuno: &#8220;<em>Mi raccomando, non guardarti intorno e non trovare nessuno: Lui \u00e8 con te, \u00e8 \u00a0dentro di te, \u00e8 dentro il tuo cuore. Auguri perch\u00e9 la speranza sia davvero grande, la gioia non finisca mai. Che possa inondare la vostra vita<\/em> &#8211; conclude il vescovo di Caltagirone-, <em>quella della votarla famiglia, che possa questa luce illuminare ogni notte, anche quella del dolore, della malattia, della sofferenza&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8220;A Natale Dio ci dice che \u00e8 essenziale amare<\/em>\u201d. Lo dice il <strong>vescovo di Cefal\u00f9, mons. Giuseppe MARCIANTE<\/strong>, nel videomessaggio per il Natale alla diocesi. Il presule chiede di rivolgere attenzione alla figura di san Giuseppe. \u201c<em>Il suo silenzio lo impegna nel discernere l\u2019essenziale della sua vita. L\u2019incarnazione del figlio di Dio passa non solo attraverso il grembo di Maria, ma anche attraverso l\u2019obbedienza di un uomo che accetta l\u2019azione di Dio nella sua vita<\/em> \u2013 aggiunge il presule richiamando la sua lettera pastorale -. <em>Giuseppe col suo silenzio assenso ci testimonia il primato della fede e dell\u2019amore<\/em>\u201d. Citando la lettera sul presepe di Papa Francesco, mons. Marciante riflette sul fatto che \u201c<em>il presepe ci invita a cercare l\u2019essenziale nella nostra vita<\/em>\u201d. E aggiunge: \u201c<em>Si tratta di semplificare la vita personale ed ecclesiale alla luce del Vangelo<\/em>\u201d. Quindi l\u2019incoraggiamento a \u201c<em>dare la precedenza all\u2019amore e alla carit\u00e0\u201d. \u201cCi\u00f2 comporta la critica del superficiale e del superfluo<\/em>\u201d e l\u2019invito ad \u201c<em>accogliere con semplicit\u00e0 la gioia che proviene dalla contemplazione del mistero del Natale, che si rappresenta nel presepe<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Un Natale altro<\/strong>&#8220;, \u00a0che sia &#8220;<em>pi\u00f9 vero, pi\u00f9 umano e pi\u00f9 cristiano<\/em>&#8220;, \u00e8 quello che augura \u00a0<strong>mons. ANTONIO STAGLIAN\u00d2, vescovo di Noto<\/strong>. Il suo messaggio \u00e8 un invito a scoprire il senso vero del Natale, non nel suo ricorrere ciclico, ma quello della straordinariet\u00e0 di Dio che si \u00e8 fatto carne e che \u00e8 venuto ad abitare in mezzo a noi. &#8220;<em>Questo che significato, che senso, che futuro apre per gli esseri umani?<\/em>&#8221; si chiede il presule, ponendo l\u2019attenzione su come &#8220;<em>il tempo di Dio \u00e8 entrato in questo tempo umano per redimerlo, per riscattarlo, per liberarlo<\/em>&#8220;. Invita a dare tempo e spazio, forza e calore all&#8217;Amore, attraverso le opere di carit\u00e0 e di misericordia verso gli altri, nella loro corporeit\u00e0, per &#8220;<em>tradurre ed incarnare in azioni concrete<\/em>&#8221; il messaggio che Ges\u00f9 ci porta. &#8220;<em>Perch\u00e9 ci sia Natale nella nostra esistenza<\/em>\u00a0&#8211; dice &#8211; occorre<em> che noi sperimentiamo la conversione del cuore all\u2019amore, e all\u2019amore di Dio che in Ges\u00f9 si \u00e8 manifestato in mezzo a noi&#8221;<\/em>.<\/p>\n<p>\u201c<em>Natale non fa pi\u00f9 notizia nel suo senso originario. Che sia Natale ce lo dicono purtroppo solo le luminarie, gli addobbi, le vetrine, gli appuntamenti, i viaggi, i banchetti preparati. Rischiamo davvero di fare del Natale qualcosa che non appartiene all\u2019essenza stessa del Natale. Chi parla di Ges\u00f9 Cristo?<\/em>\u201d. Lo dice il <strong>vescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico MOGAVERO<\/strong>, nel suo videomessaggio di auguri alla diocesi. \u201c<em>Vogliamo metterci veramente in cammino verso Betlemme? Lasciamo perdere impegni mondani, familiari, i regali, gli auguri, i vedeo e i messaggi su whatsapp. Riscopriamo l\u2019originalit\u00e0 del Natale<\/em> \u2013 \u00e8 l\u2019invito del presule -, il <em>volto di quel Bambino<\/em>\u201d. Un volto \u201c<em>umano<\/em>\u201d, di \u201c<em>chi ti sta accanto<\/em>\u201d, di chi \u201c<em>non hai guardato e di chi non vorresti mai vedere<\/em>\u201d. \u201c<em>Bisogna guardare l\u2019altro perch\u00e9 ti conduce a guardare Dio<\/em> \u2013 aggiunge il vescovo -,<em> a scoprire nel volto sfigurato di una umanit\u00e0 dolente il volto di un Dio che si fa piccolo e bisognoso, fuori dalla sua terra, circondato da ostilit\u00e0 e indifferenza e cercato solo dagli ultimi del suo tempo<\/em>\u201d. Infine, l\u2019augurio di \u201c<em>riscoprire l\u2019originalit\u00e0 di questa rivelazione, che ci mostra l\u2019invisibile che si fa visibile attraverso il volto un bambino<\/em>\u201d perch\u00e9 \u201c<em>se ci scopriamo pi\u00f9 uomini, riusciremo a scoprire il volto di Dio nel volto di ogni uomo<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Per <b>mons. ROSARIO GISANA, vescovo di Piazza Armerina<\/b>,\u00a0&#8220;<i>il Natale \u00e8 una festa in cui si desidera stare assieme, incontrarsi, ritrovarsi con le persone care: una festa in cui questo nobile sentimento di alterit\u00e0 nasce spontaneo. \u00c8 lo spirito del Natale che ci coinvolge, ci trascina, ci educa e, al di l\u00e0 dei tanti egoismi che continuiamo a disseminare, sentiamo il bisogno di riconciliarci con l\u2019altro&#8221;.\u00a0<\/i>Un sentimento che, dice il vescovo, dovremmo far diventare stile di vita e che nasce dal fatto che Dio \u00e8, come dice il titolo del suo messaggio per il Santo Natale, &#8220;<strong>Dentro la nostra storia<\/strong>&#8220;, &#8220;<em>nella storia dell\u2019umanit\u00e0<\/em> &#8211; spiega &#8211; <em>per condividere, assumere, partecipare: \u00e8 la forma di una compromissione mai accaduta, dalla quale l\u2019umanit\u00e0 impara a comprendere che la prossimit\u00e0 di Dio, al di l\u00e0 di ogni aspettativa, \u00e8 eliminazione di ogni distanza<\/em>&#8220;.\u00a0Mons. Gisana sottolinea che &#8220;<em>non si pu\u00f2 vivere senza l\u2019altro, senza questa vitale apertura che difende e nutre il dinamismo vivente dell\u2019umanit\u00e0. Se essa decidesse di ritorcersi in s\u00e9 stessa, emarginando, segregando, eliminando, correrebbe il rischio di implodere nel suo stesso bisogno. \u00c8 quello che purtroppo si intravede nelle affezioni peggiori: solitudine, paura, diffidenza, le quali stanno stravolgendo il nostro modo di stare assieme, la condizione di fraternit\u00e0 e sororit\u00e0 in cui sussiste l\u2019umanit\u00e0. La nascita di Ges\u00f9<\/em> &#8211; continua il messaggio &#8211; <em>si colloca invece dentro un altro orizzonte, ove si capisce che l\u2019altro \u00e8 un dono importante, decisivo per la nostra esistenza. La sua presenza, ispiratrice di diversit\u00e0, non \u00e8 solo motivo di arricchimento, ma senso di completamento per la nostra ragione d\u2019essere<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>\u201c<i>Costruiamo ponti di dialogo, coltiviamo pensieri di pace, tracciamo sentieri di incontro, facciamo passi decisi di misericordia e riconciliazione<\/i>\u201d. <strong>Mons. Salvatore Muratore, vescovo di NICOSIA<\/strong>, nel suo messaggio di Natale alla diocesi, scrive che &#8220;<em>La pace \u00e8 un bene prezioso per tutti, proteggiamola, custodiamola, rafforziamola con tenacia e impegno, impastiamola con le nostre mani, scriviamola nel cuore dei nostri figli<\/em>\u201d. Dal presule la richiesta di un impegno alle famiglie affinch\u00e9 ci sia gioia. \u201c<em>Contagiatevi la gioia gli uni gli altri. Nelle nostre famiglie, anche se attraversate da parecchie difficolt\u00e0, non manchi mai la gioia e la speranza<\/em>\u201d. Dopo aver citato Bonhoeffer, il presule indica la \u201cvera gioia\u201d: \u201c<em>Il futuro appartiene a chi porta nel cuore amore, fiducia e speranza<\/em>\u201d. Infine, l\u2019augurio della fraternit\u00e0. \u201c<em>Ci sia fraternit\u00e0 nel vostro vicinato e nelle periferie delle parrocchie. Vorrei che nel nostro territorio, come in un presepe, si accendessero tante luci di fraternit\u00e0<\/em>\u201d. L\u2019invito \u00e8\u00a0\u201c<em>Rompiamo l\u2019anonimato e riaccendiamo la fraternit\u00e0<\/em>\u201d: in\u00a0concreto, \u201c<em>piccole chiese domestiche, dove in una casa quattro o cinque famiglie si incontrano una volta al mese per vivere la gioia dello stare assieme<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<em>A Natale Dio si fa uomo perch\u00e9 la vita degli uomini e delle donne esprima la fioritura di una umanit\u00e0 pienamente realizzata perch\u00e9 abitata dalla Sua presenza. Natale \u00e8 la festa dell\u2019incontro tra Dio e l\u2019uomo nella tenerezza del Bambino Ges\u00f9 che desidera essere riconosciuto, attraverso gesti di amore e di solidariet\u00e0, nei fratelli e nelle sorelle che incontriamo nel nostro cammino<\/em>\u201d. Lo sottolinea, in una lettera aperta per Natale, <strong>mons. Guglielmo GIOMBANCO, vescovo di Patti<\/strong>. &#8220;<em>A Natale<\/em> \u2013 evidenzia il presule \u2013 <em>la nostra umanit\u00e0 fiorisce quando, incontrando i nostri fratelli, ci lasciamo guidare dall\u2019amore, superando paure, chiusure, resistenze, pregiudizi, freddezze, indifferenze; quando siamo capaci di donare amore ai fratelli che incontriamo sulle strade della nostra esistenza<\/em>\u201d.\u00a0Per il vescovo, \u201c<em>anche oggi potr\u00e0 accadere che per Cristo \u2018non c\u2019\u00e8 posto\u2019, perch\u00e9 si fa fatica a riconoscerlo nel volto dei poveri, degli stranieri in cerca di pane, accoglienza ed aiuto, dell\u2019ammalato, dell\u2019anziano solo ed abbandonato, del bambino bisognoso di protezione e di tenerezza, del giovane in difficolt\u00e0, delle famiglie provate da vari disagi. Se il nostro cuore non chiude le porte alla richiesta di aiuto e di amore, allora sar\u00e0 veramente come la grotta di Betlemme, libero, aperto e disponibile ad accogliere il divino che far\u00e0 fiorire l\u2019umano che \u00e8 in noi, rendendo bella e luminosa la nostra vita e quella dei nostri fratelli<\/em>\u201d. Il suo invito: \u201c<em>Lasciamoci raggiungere da questa gioia, perch\u00e9 aumenti la sensibilit\u00e0 del nostro cuore. E la nostra umanit\u00e0, illuminata dalla luce del divino, fiorisca in opere di amore generoso e di concreta solidariet\u00e0<\/em>\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Messaggi scritti o affidati a immagini e video: sono diversi e ricchi di spunti di riflessione gli auguri che i vescovi di Sicilia hanno rivolto ai fedeli a loro affidati in occasione del Santo Natale. Ne proponiamo di seguito una sintesi. <\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":10969,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[30],"tags":[714],"news-destination":[],"news-source":[],"is_homepage":[],"ta_other":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10968"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10968"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10968\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10980,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10968\/revisions\/10980"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10969"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10968"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10968"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10968"},{"taxonomy":"news-destination","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/news-destination?post=10968"},{"taxonomy":"news-source","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/news-source?post=10968"},{"taxonomy":"is_homepage","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/is_homepage?post=10968"},{"taxonomy":"ta_other","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.chiesedisicilia.org\/chiesedisicilia\/news\/wp-json\/wp\/v2\/ta_other?post=10968"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}