Pubblicato il

15 giugno 2019

Piazza Armerina

OASI TROINA: FOCUS SU SPORT E DISABILITA’

OASI TROINA: FOCUS SU SPORT E DISABILITA’

Istituzioni, associazioni e testimoni insieme perché intorno allo sport, strumento per abbattere le barriere della diversità e per favorire un reale processo d’integrazione, si faccia rete efficace al coinvolgimento di tutti. È stato l'obiettivo dell’incontro organizzato dall’Irccs Oasi Maria SS. di Troina, Istituto di Ricovero e Cura a carattere scientifico per lo studio del ritardo mentale e dell’involuzione cerebrale, insieme con la MATTroina, associazione sportiva di pallamano, la FISDIR, Federazione Italiana Sport Paraolimpici degli intellettivo relazionali, e con la partecipazione del Comune di Troina e del comitato FIGH, Federazione Italiana Gioco Handball Sicilia.

Lo scopo dell’incontro è stato “realizzare insieme un progetto di ampio respiro che possa mettere insieme enti sportivi, famiglie e realtà che si occupano di cura e riabilitazione, coinvolgendo tutti in un’unica rete, che garantisca l’inclusione attiva delle persone con disabilità cognitiva e motoria, evidenziando lo sport come stile di vita e riconoscendone la responsabilità sociale”.

Diversi i protagonisti di questo appuntamento che si è tenuto nella sala “G. Martino” della Cittadella dell’Oasi: esperti del settore, professionisti e due testimoni siciliani, Paolo Nicolosi detto “Pablo, speciale ballerino con la Sindrome di Down, e Carmelo Messina, campione del mondo, atleta FISDIR calcio a 5.

OASI TROINA: FOCUS SU SPORT E DISABILITA’Lo sport si inserisce in un processo di totale integrazione. Deboli e forti – dice don Silvio Rotondo, presidente Irccs Oasi Troinadevono convivere insieme, diceva sempre il nostro fondatore padre Luigi Ferlauto, e certamente lo sport è una di queste palestre, dove si può convivere insieme e noi come Istituto attraverso varie attività lo stiamo sperimentando con successo e alta partecipazione.  Vederli sorridere per noi è un grande dono. Inoltre, attraverso lo sport i ragazzi sono stimolati a muoversi e ciò li aiuta ad integrarsi e li rende più persone colmando un grande divario”. Per Roberto Pregadio, delegato provinciale di Enna del Comitato Italiano Paralimpico, “il gioco serve a dare qualcosa in più i disabili, ai giovani e meno giovani che trovano una loro dimensione e riescono a migliorare se stessi”.

Se da un lato abbiamo modelli positivi e forti di una rinnovata voglia di andare avanti, grazie anche a degli esempi che provengono da vere e proprie icone nell’ambito dello sport paralimpico, dall’altro – dice Gaspare Majelli, consigliere nazionale federale FISDIRsi registrano ancora grosse difficoltà nell’ambito sociale, nei retaggi culturali della gente, delle famiglie e non tutti sono aperti a far vivere queste esperienze. Molti hanno da risolvere problemi personali, di accettabilità di questa realtà. Poi non mancano le difficoltà a reperire, trovare e reclutare i ragazzi. Anche la scuola dovrebbe avere un ruolo fondamentale, ma i risultati non sono ancora del tutto positivi“.

Per Sandro Pagaria, presidente Federazione italiana gioco Handball Sicilia: “Lo sport è per tutti e la pallamano è uno strumento di facile integrazione per chi ha delle disabilità. Passare la palla è un movimento molto semplice e alla portata di tutti. Proprio per questo puntiamo molto su questa disciplina di carattere primordiale e di facile comprensione”.

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