Pubblicato il

11 febbraio 2019

Noto - Ragusa

CULTURA DELL’INFANZIA: LA FONDAZIONE VAL DI NOTO NEL PROGETTO INTERREGIONALE “MOVI – MENTI”

CULTURA DELL’INFANZIA: LA FONDAZIONE VAL DI NOTO NEL PROGETTO INTERREGIONALE “MOVI – MENTI”

La Fondazione Val di Noto nel progetto interregionale contro la povertà educativa minorile Movi-Menti: dalla Valle d'Aosta alla Sicilia, un progetto per una nuova 'cultura dell'infanzia', con Valle d’Aosta, Piemonte (Canavese), Liguria (Tigullio), Campania (Salernitano). Il progetto Movi-Menti è stato selezionato da 'Con i Bambini' nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile – bando “Nuove Generazioni” rivolto a minori nella fascia di età 5-14 anni. L'obiettivo generale è "mettere in condizione i minori, in particolare quelli in situazione di svantaggio socio-economico, di fare esperienze educative attivanti e motivanti, migliorando le loro capacità cognitive e relazionali con conseguente impatto positivo sull'esperienza scolastica e diminuzione del rischio di abbandono e devianza". Nello stesso tempo, la comunità educante - con la partecipazione di scuola, servizi, famiglie, terzo settore, cittadini . sviluppa una nuova e più consapevole “cultura dell’infanzia” .

In Sicilia, la Fondazione Val di Noto opererà con la società cooperativa sociale L’Arca, il Comune di Modica, l’Istituto comprensivo ‘Elio Vittorini’, il circolo didattico ‘Piano Gesù’, la società cooperativa Codici e Cinemovel Fonudation.

Saranno promosse iniziative integrate e innovative in ambito scientifico, artistico e sportivo, dentro e fuori la scuola, in orario scolastico ed extra-scolastico, per una presa in carico globale del minore, mettendo a valore le risorse dei territori.

Per il segretario generale della Fondazione Val di Noto, Graziano Assenza, “Movi-Menti vuole amalgamare attività scolastiche ed extrascolastiche in cui si intreccino vocazioni personali e del territorio, cittadinanza attiva, formazione permanente e racconto civico. È una reale possibilità di costruire e accrescere il capitale sociale, generando percorsi di cura complessiva delle persone, dei bambini e dei ragazzi, con priorità assoluta ai più vulnerabili“. Assenza insiste sulla necessità di “intrecciare esperienze educative e civiche concrete e replicabili dentro un disegno di insieme per costruire effettive comunità educanti capaci di far ripartire le città e il Sud dai bambini” e descrive questa “sfida” come “una sorta di ‘ascensore’ che impegna a trovare piani sempre più alti di relazioni e di cittadinanza“.

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