Pubblicato il

19 gennaio 2019

Caltagirone

ANNO STURZIANO: “LUIGI STURZO, UOMO DI DIO AL SERVIZIO DELL’UOMO”

ANNO STURZIANO: “LUIGI STURZO, UOMO DI DIO AL SERVIZIO DELL’UOMO”

Con la solenne concelebrazione presieduta nella Cattedrale di Caltagirone dal vice presidente della Cei mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale, avranno inizio sabato 19 gennaio le celebrazioni dell’Anno Sturziano che si concluderà il 18 gennaio del 2020. Dopo una ‘statio’ al Mausoleo del Servo di Dio al SS.mo Salvatore, il corteo dei Sindaci e delle autorità civili e militari con i gonfaloni dei vari Comuni della Diocesi muoverà alle ore ore 17.30 verso la Cattedrale per la celebrazione.

In una lettera dal titolo “Luigi Sturzo, uomo di dio al servizio dell’uomo”, mons. Calogero Peri, vescovo di Caltagirone, oltre che iniziative di natura pastorale e celebrativa, presenta anche di un Convegno di studi sul tema “Luigi e Mario Sturzo: il progetto cristiano di democrazia” che sarà realizzato a Palermo, dal 17 al 19 gennaio, nel quale saranno ripercorse le vicende dell’Appello ai liberi e forti e della nascita del Partito Popolare Italiano, di cui ricorre il centenario, “coniugando in unica memoria il ruolo decisivo dei due fratelli calatini don Luigi e Mons. Mario, Vescovo di Piazza Armerina”.

“L’evoluzione storico-culturale e sociale in cui siamo immersi, è complessa e densa di problemi antichi e nuovi, che assumono tonalità di inedita emergenza epocale, a tratti veramente drammatiche. Perciò – scrive mons. Peri in una lettera redatta per l’occasione –  il sentimento di forte e sincera appartenenza a queste radici profonde richiede che questo ‘territorio’, che il Signore ha affidato alle cure pastorali e spirituali delle Chiese diocesane della regione siano rianimate e riconsegnate alla Speranza con un annuncio nuovo e di fresca originalità. Non sfugge a nessuno la singolare importanza di questo avvenimento per le Chiese di Sicilia e per la nostra in modo del tutto particolare. Da qui – aggiunge il presule – il desiderio dei nostri vescovi, interpreti delle attese della intera comunità cristiana, di promuovere con iniziative pastorali e spirituali, oltre che culturali e sociali, un tempo di conoscenza e approfondimento, perché risplenda di nuova freschezza l’attualità della ‘profezia’ di questi due straordinari figli di questa nostra terra travagliata, e di queste Chiese nelle quali le radici di altissima civiltà  umana, spirituale, sociale e culturale si intrecciano indissolubilmente con i semi della primissima predicazione del Vangelo”.

Mons. Calogero Peri, invita la comunità civile e politica, i sindaci e tutte le autorità di ogni ordine e grado, a “promuovere una sempre più organica volontà di bene”, a “’consacrarsi’ nelle modalità proprie e con logiche e responsabilità complementari, ciascuno nelle forme e competenze proprie, nell’unica vocazione che ci chiama a concorrere alla costruzione del bene comune e totale è virtù anche civile e politica. L’impegno e la partecipazione di tutti, sarà certamente segno prezioso della vitalità della comunità cristiana e della sua capacità di essere fermento evangelico nella comunità civile nella quale essa vive e con la quale condivide intimamente le fatiche e le preoccupazioni, ma soprattutto ‘le gioie e le speranze’”.

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