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ACIREALE. FRATERNITA’ ARCA DI NAZARETH: “ALZATI… SONO RISORTO”

Si svolgerà a Linguaglossa (CT), da venerdì 3 a domenica 5 agosto 2018, il ritiro nazionale della Fraternità Arca di Nazareth. Il temascelto per la riflessione è “Alzati… sono risorto”. Gli organizzatori puntano su introspezione e guarigione. Numerosi gli interventi previsto: di don Antonio Pennisi, dell’Ufficio Famiglia della diocesi di Acireale, su “Non resterò nel sepolcrto”; dell’abate Ildebrabdo Scicolone sul tema “Alzati, amdiamo via da qui”; di padre Diego Sorbello, assistente ad Acireale della Fraternità, su “Il Vivente sulla croce”; dei coniugi Anna Maria e Fulvio Mannoia, su “Famiglia luogo di Risurrezione”. Il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti, celebrerà messa sabato mattina, alle ore 11.30, mentre le celebrazione degli altri giorni saranno presiedute da don Elio Tomanin, assistente della Fraternità nella diocesi di Verona.
Tra gli altri momenti previst: le celebrazioni del “digiuno pane e acqua, con la preghoera, il silenzio, la meditazione; l’adorazione davanti la Croce; il Santo Rosario di Risurrezione e la Liturgia “Luce nuova”; vari momentidi meditazione pwersonale, di coppia o in gruppo e occasioni di festa e fraternità.
L’appuntamento si svolgerà presso l’antico convento dei Padre domenicani, a Linguaglossa.
La Fraternità Arca di Nazareth è una realtà ecclesiale che è stata riconosciuta il 24 maggio 2001​ dall’arcivescovo mons. Pio Vigo (Arcidiocesi di Monreale) e confermata con approvazione definitiva l’11 gennaio 2013 dal vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti. Lavora per la santificazione della famiglia, fondata sul Sacramento del matrimonio e contempla principalmente il “recuperare e custodire la dimensione sponsale tra Dio e l’uomo” e trasmettere la fede nell’ottica della nuzialità con Cristo Sposo, nella spiritualità della Chiesa domestica.
Tutti coloro che ne fanno parte per vocazione, costituiscono la “Fraternità” con un suo specifico cammino e impegni di vita. Contemplando il Mistero nuziale di Dio, i coniugi diventano, con la famiglia, annunciatori del Regno, divenendo soggetto per una nuova evangelizzazione.
Il cammino “dalla coppia alla chiesa” si identifica nel cammino di “comunione”. [01]
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