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ASPETTANDO PAPA FRANCESCO. INCORAGGIATI AD "ESSERE SENTINELLE DELLA COSCIENZA"   versione testuale

La lettera al Pontefice da parte della Consulta regionale delle Aggregazioni laicali

La Consulta regionale delle Aggregazioni laicali scrive a Papa Francesco in occasione della Visita pastorale alle diocesi di Piazza Armerina e Palermo. Una occasione per rinnovare l'impegno per il Bene comune dei laici dell'Isola e far giungere al Pontefice la gratitudine e l'affetto filiale dei siciliani.
Di seguito il testo  integrale della missiva.
 
 
            Santo Padre,
            l’occasione della sua visita Pastorale in Sicilia è propizia per accogliere da Lei la benedizione e la conferma nella fede cattolica, rinnovare la comunione con il successore di Pietro, rigenerare il nostro impegno di laici in questa terra molto ricca di tradizioni e valori umani e cristiani, ma nello stesso tempo lacerata da contrasti sociali acuti e gravi e da contraddizioni economiche.
            La Sua presenza  sollecita con chiarezza e forza  la Consulta Regionale delle aggregazioni laicali  a proseguire sulla strada percorsa dal beato Pino Puglisi e dal servo di Dio Rosario Livatino: annunciare il Vangelo e resistere a ciò che lede la dignità dell’uomo, e tendere sempre con coraggio, onestà intellettuale e linearità comportamentale  al bene comune.
            Il sonno della coscienza genera e facilita la nascita  di miraggi, idolatrie, stili di pensiero e di vita che sviliscono il senso della  storia, arrecando morte e odio.
            Santità, la sua presenza in Sicilia ci incoraggia a essere sentinelle  della coscienza, a  mantenere desto il nostro impegno contro ogni forma di sopruso malavitoso e contro ogni latitanza personale, comunitaria ed istituzionale per rendere questa nostra Sicilia, con la sua mirabile  bellezza, culla d’amore e di accoglienza solidale, baluardo di civiltà.
            Le esprimiamo, Santità, la nostra profonda gratitudine per il suo straordinario impegno pastorale che nessuno potrà ostacolare e impedire, e rimettiamo nelle sue mani, affinché lo accompagni con la sua intercessione, il desiderio di  essere delle sentinelle in preghiera, perché l’impegno senza radici nella preghiera offre agli altri solo mani deboli, impotenti, vuote.
            Le siamo vicini con affetto filiale  e preghiamo Il Signore che Le dia forza e salute per continuarci ad  ammaestrare alla scuola della Parola di Dio, Signore della storia e della vera vita. 
 
Il segretario generale
Stefano Vitello

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