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MESSINA. MONS. CESARE DI PIETRO CONSACRATO VESCOVO   versione testuale

La solenne concelebrazione in Cattedrale, tra gioia e gratitudine


Mons. Cesare Di Pietro è stato ordinato vescovo. Dopo la nomina di Papa Francesco, lo scorso 28 maggio 2018 ad ausiliare di Messina – Lipari – Santa Lucia del Mela, si è svolta nel pomeriggio di lunedì 2 luglio 2018, nel giorno dedicato alla Madonna delle Grazie, la solenne liturgia di consacrazione. E’ stata concelebrata dal clero diocesano e dai vescovi delle Chiese di Sicilia. Ad imporre le mani sul capo di mons. Di Pietro è stato l’arcivescovo mons. Giovanni Accolla, mentre consacranti altri due presuli, entrambi di origine messinese: mons. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, che nella sua terra natia è stato predecessore del neo eletto nella carica di ausiliare, e mons. Vittorio Luigi Mondello, anche lui eletto ausiliare di Messina e poi vescovo di Caltagirone e, infine, Reggio Calabria – Bova.
Il Pontificale romano per l’Ordinazione del vescovo esorta l’eletto a ‘vegliare’ e nel tuo motto episcopale campeggia proprio questa scritta ‘Vigilate mecum’! Si tratta  – ha detto mons. Accolla nel corso dell’omelia - delle parole che esprimono l’invito rivolto da Gesù ai suoi discepoli nell’orto degli ulivi (Mt 26,38): un invito alla preghiera per lottare e vincere contro la tentazione e per trovare la forza di compiere fino in fondo la volontà di Dio”. Il pastore ha approfondito, in cinque punti, il senso di questo vegliare e vigilare. Innanzitutto occorre vigilare e vegliare con la preghiera e, poi, farlo “con amore su tutti i credenti in Cristo, come fratelli da amare, ascoltare, accogliere”. Mons. Accolla ha invitato mons. Di Pietro a vigilare e vegliare “come povero con i poveri” e a farlo con Maria. Una devozione, quella mariana del neo vescovo, espressa anche nel suo motto, nel quale, a destra campeggia la Croce e a destra, “su sfondo azzurro, tipicamente mariano, e sulle acque che richiamano la nostra città, campeggia una "M" e una pergamena che richiamano chiaramente il tuo amore per la Madre della Lettera, nostra Patrona. Come Maria – ha detto mons. Accolla - vigila e veglia sulla nostra Messina, sulla nostra Chiesa diocesana, sui nostri giovani, sui nostri poveri, per essere strumento della bontà e della misericordia di Dio”.
Infine il presule pastore di Messina ha spiegato ancora il “Vigiliamo con lui”: “Il motto del vescovo Cesare aggiunge al “Vigilate” anche il “mecum”, da cui appare chiaramente l’invito ad essere con lui e per lui nella preghiera, nel sostegno e nella comunione. Fratelli tutti nell’unica fede, vescovi, presbiteri, diaconi, religiosi e religiose, fedeli laici: preghiamo per il novello Vescovo Cesare, accompagniamolo oggi e domani nel suo servizio, sosteniamolo circondandolo di affetto e stima, incoraggiamolo nei primi passi del suo ministero episcopale”.
In conclusione un invito a partire da uno dei riti della consacrazione episcopale: l’imposizione del libro dei Vangeli sul capo. “È un segno chiaro che si fa messaggio. Tra il Vangelo e te agisce lo Spirito Santo – ha detto l’arcivescovo - che colma la povertà dell’uomo e ti rende servitore obbediente. Nella misura in cui sei consapevole di essere sotto e non sopra il Vangelo, non rischierai mai di sentirti un arrivato, al contrario avvertirai l’esigenza di rimanere per tutta la vita un discepolo, bisognoso di farti penetrare dal Vangelo fin nelle profondità del cuore, per diventarne umile servo. Questo gesto, che avvertiamo quasi come rinnovato sul capo di tutti noi vescovi presenti uniti a te in preghiera, ci induce a pensieri di umiltà e di consapevolezza della nostra comune povertà nello spirito”. [01]
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