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AL VIA LE ATTIVITA' DEL TRIBUNALE ECCLESIASTICO INTERDIOCESANO SICULO   versione testuale

Mons. Lorefice: “Voi siete dei «servitori della giustizia», che si prendono cura di coloro che sono stati segnati dal fallimento del loro matrimonio”


Il 30 novembre 2017, con una concelebrazione eucaristica, presieduta dall'arcivescovo di Palermo mons. Corrado Lorefice, è iniziata l'attività del nuovo Tribunale Ecclesiastico Interdiocesano Siculo (TEIS), ubicato in Corso Calatafimi, 1043 a Palermo. Dopo la Messa, celebrata nella chiesa di San Basilio, mons. Lorefice, in qualità di Moderatore del Tribunale, ha incontrato tutti gli operatori del TEIS, per offrire alcune linee di orientamento utili ad avviare l'attività del nuovo Tribunale. Alla cerimonia, oltre ai Giudici, al nuovo Cancelliere mons. Giovanni Cassata, ai Difensori del Vincolo, agli Avvocati, ai Periti, ai Notai e al Personale ausiliario, erano presenti anche il Segretario aggiunto della Conferenza Episcopale Siciliana, mons. Filippo Sarullo e don Giuseppe Rabita, Direttore della Segreteria pastorale della Cesi.
Il Vicario Giudiziale del nuovo Tribunale, mons. Antonino Legname, ha voluto ringraziare, nella persona del Moderatore, il Presidente della Cesi, mons. Salvatore Gristina e tutti i Vescovi della Sicilia, per la fiducia che gli hanno voluto accordare. E, rivolgendosi ai suoi colleghi e ai collaboratori del TEIS, ha detto: "Sono convinto che la prassi giuridica debba essere animata, orientata e sostenuta dall'amore saggio e prudente del buon pastore e del buon padre di famiglia, per poter vedere e comprendere, al di là degli aspetti burocratici e procedurali, le storie delle persone che hanno sofferto per il fallimento del loro matrimonio". Nella sua relazione, mons. Lorefice ha sottolineato la necessità di rendere sempre più pastorale l'attività giudiziaria nel Tribunale Ecclesiastico. La legge canonica, infatti, non deve essere circoscritta dentro i limiti ristretti della legge positiva senza alcun riferimento alla suprema legge della Chiesa che è la «salvezza delle anime». Il Moderatore ha ricordato che, della nuova riforma di Papa Francesco sui processi di nullità del matrimonio, occorre valorizzare e attuare tutte le conseguenze pratiche del carattere pastorale del diritto canonico. "Non c'è dubbio - ha detto mons. Lorefice - che bisogna impegnarsi di più per adeguare le leggi e le strutture ecclesiali al bene supremo delle anime". Inoltre, il presule ha esortato tutti gli operatori del TEIS ad essere dei «servitori della giustizia» che si prendono cura di quanti vivono con sofferenza il fallimento della loro vita coniugale e che si rivolgono al Tribunale Ecclesiastico per verificare la validità o meno del loro matrimonio. Per raggiungere questo scopo occorre essere competenti non solo nello specifico ambito strettamente giuridico, ma essere anche esperti in umanità. Mons. Lorefice ha voluto ricordare che la potestà giudiziale della Chiesa deve essere finalizzata, anzitutto, a difendere e a promuovere il valore e la dignità del matrimonio e della famiglia. In pratica questo comporta l'impegno di non costruire, a volte anche con forzature e artifizi giuridici, i motivi che possano rendere nullo un matrimonio. L'arcivescovo di Palermo ha voluto sottolineare con forza che, per nessun motivo, neppure in nome della carità e della misericordia, si può tradire la verità di un matrimonio valido, anche se fosse segnato e gravato da difficoltà e sofferenze. Infine, dalla relazione del Moderatore è emersa la preoccupazione pastorale di portare a termine le cause di nullità del matrimonio con una certa celerità, purché non vengano sacrificate la serietà del processo e la sacralità del vincolo matrimoniale.




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