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A SCUOLA NEL SEGNO DELL’AMICIZIA SINCERA   versione testuale

Messaggio agli studenti di mons. Michele Pennisi, delegato CESi per la Scuola


Arriva puntuale come ogni autunno, atteso da studenti e docenti, il messaggio per l’inizio del nuovo scolastico firmato da mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale e delegato per la Scuola della Conferenza Episcopale Siciliana.
Ha in prima pagina l’immagine che da sempre apre il libro di Antoine de Saint-Exupéry, “Il piccolo principe”, e sul retro un selfie dello stesso arcivescovo con un nutrito gruppo di studenti. All’interno il messaggio. Mons. Pennisi parla ai ragazzi dell’importanza dell’impegno e dello studio, ma si sofferma soprattutto sul valore dell’amicizia e ne fa non solo una riflessione, ma anche una indicazione e un vero e proprio auspicio. “La scuola non rappresenti unicamente il luogo dell’impegno e dell’apprendimento asettico, dell’acquisizione sterile di conoscenze e competenze; essa – scrive - sia anche il luogo in cui si possono intraprendere relazioni significative nel segno dell’amicizia sincera, della solidarietà, della fiducia reciproca”. È prioritario per mons. Pennisi “che gli anni della giovinezza, che coincidono in parte consistente con gli anni trascorsi tra i banchi di scuola, siano arricchiti da relazioni positive che possano accompagnare ciascuno verso quella maturità responsabile alla quale l’intera azione educativa della scuola è mirata”.
Dal presule anche una “ricetta” per affrontare bene l’anno scolastico: basta mettere nello zainetto “un pugno di positività, un pizzico di curiosità, un desiderio di felicità, una aspirazione alla bellezza che non tramonta, una smisurata quantità di amore”.
Di seguito il testo integrale che compare nel messaggio:
 
Carissimi studenti/studentesse,
all’inizio del nuovo anno scolastico sono felice di rivolgere a tutti quanti il mio saluto affettuoso e il mio personale augurio affinché l’anno che vi accingete a trascorrere risponda in pieno alle aspettative più profonde e sincere del vostro cuore.
Vi invito a riflettere su una frase  scritta dal filosofo tedesco, Immanuel Kant: “Agisci in modo da trattare l’uomo, così in te come negli altri, sempre anche come fine e non mai solo come mezzo”. Quello su cui voglio farvi riflettere per mezzo di questa massima riguarda il valore dell’amicizia. La scuola non rappresenti unicamente il luogo dell’impegno e dell’apprendimento asettico, dell’acquisizione sterile di conoscenze e competenze; essa sia anche il luogo in cui si possono intraprendere relazioni significative nel segno dell’amicizia sincera, della solidarietà, della fiducia reciproca.
È prioritario che gli anni della vostra giovinezza, che coincidono in parte consistente con gli anni trascorsi tra i banchi di scuola, siano arricchiti da relazioni positive che possano accompagnare ciascuno di voi verso quella maturità responsabile alla quale l’intera azione educativa della scuola è mirata.
Valorizzate  i talenti che Gesù vi ha affidato, tirate fuori la vostra originalità, ricordando che non siete stati fatti in serie, ma siete dei pezzi unici.  Vi invito, perciò come uomini e donne del domani, a mantenere vivo il valore dell’amicizia sincera e disinteressata, un rapporto che non prevede nulla in cambio e vede una spontanea donazione di affetto verso il prossimo. Perché “amare significa desiderare il meglio dell’altro, anche quando le motivazioni sono diverse; amare è permettere all’altro di essere felice, anche quando il suo cammino è diverso dal nostro; è un sentimento disinteressato che nasce dalla volontà di donarsi, di offrirsi completamente dal profondo del cuore. Per questo, l’amore non sarà mai fonte di sofferenza.” (“Il piccolo principe”, A. De Saint Exupéry).
Gli uomini e le donne che sarete domani nascono e si formano in questi anni della quotidianità dell’impegno scolastico. Le lezioni che seguirete, le verifiche che affronterete, l’arricchimento del bagaglio culturale, i rapporti con gli educatori che si prendono cura di voi, tutto concorre a formare il vostro carattere, a potenziare la vostra volontà, a forgiare la vostra personalità, a tirar fuori da ciascuno di voi il meglio.
A tutto questo infatti, in fin dei conti, la scuola si impegna a corrispondere: a rendere gli studenti uomini e donne consapevoli difensori della dignità della persona umana creata ad immagine di Dio, cittadini che conoscono il proprio ruolo nella società, professionisti e lavoratori disposti a spendersi per il progresso del consorzio umano.
Al di fuori di questo orizzonte di senso, l’impegno e la fatica che la quotidianità della scuola comporta apparirebbero fini a se stessi e sterili, la cultura si ridurrebbe a mera erudizione, la formazione diverrebbe addestramento.
Il fine posto dinanzi a voi dalla scuola, invece, è diverso e ben più alto, attraversa come un filo rosso i giorni dell’anno scolastico: crescere in umanità sviluppando uno sguardo critico sul presente con l’obiettivo di costruire un futuro sempre più a misura d’uomo grazie a quanto il passato, maestro d’esperienza, ci consegna.
E non dimenticate, quest’anno, di mettere dentro il vostro zaino un pugno di positività, un pizzico di curiosità,un desiderio di felicità, una aspirazione alla bellezza che non tramonta, una smisurata quantità di amore.
Sono sicuro che i vostri insegnanti sapranno accompagnarvi con le dovute e necessarie competenze relazionali e professionali in questo percorso entusiasmante di crescita. A loro, all’intero personale della scuola, ai vostri genitori, estendo il mio augurio di un anno scolastico ricco di buoni risultati, ancora migliori delle buone aspettative. Se mi inviterete sarò contendo di incontrarvi nelle vostre scuole.
Buon anno scolastico a ciascuno di voi con una speciale benedizione!
Monreale, 13 settembre 2017
Il vostro amico vescovo + Michele Pennisi
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