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CALTAGIRONE. MIGRAZIONI ED ARTE: "IL RUMORE DEL MARE"   versione testuale

Le opere di Giovanni Iudice al Museo diocesano sono un invito a "guardare fuori per vedere dentro"


E' stata inaugurata domenica 23 luglio 2017, alle ore 19.30, nel Museo diocesano di Caltagirone presso il Complesso dei Frati Minori Conventuali (Seminario di città), la mostra dal titolo "Il Rumore del mare: i migranti di Giovanni Iudice, guardare fuori per vedere dentro" che resterà fruibile dal 23 luglio 2017 al 7 gennaio 2018.
La mostra si pone come continuum della personale "Il rumore del mare" curata dal collezionista Giuseppe Iannaccone, che si è tenuta a Firenze presso il Palazzo Medici-Riccardi in occasione del ciclo delle rassegne artistiche de La Milanesiana 2017 diretta da Elisabetta Sgarbi.
"Il percorso per giungere ai 'migranti' – afferma don Fabio Raimondi, direttore del Museo diocesano di Caltagirone - nasce da un incontro con l’artista Giovanni Iudice durante la sua visita alla mostra 'Arcana Coelestia. Irruzione di Dio nella storia? allestita lo scorso anno presso la Cappella neogotica del Museo Diocesano di Caltagirone. Dedicata alle teofanie dell’Antico e Nuovo Testamento applicate alla contemporaneità - spiega -, la mostra al suo interno offriva un filmato evocativo con una serie di immagini relative agli aiuti umanitari a vantaggio di terremotati e migranti clandestini. Il feeling è stato immediato: dalla timida proposta iniziale di una mostra che avesse proprio il tema dei migranti con le straordinarie opere dell’artista, si è passati via via a un brainstorming di idee, culminate poi nel progetto espositivo. In una terra come la Sicilia che possiamo definire bedda, cioè ricca di storia, cultura e arte, ma anche marturiata perché spesso teatro di tragedie umane sotto diversi punti di vista, si colloca lo sguardo attento di Giovanni Iudice, che coglie uno dei drammi della nostra contemporaneità, trasformandolo in arte pittorica».
All’interno della suggestiva Cappella neogotica del Museo, la forza comunicativa delle opere viene supportata da un allestimento che fa entrare quasi concretamente nel dramma dei migranti, anche attraverso un’ambientazione simbolica del “barcone” in cui le opere sembrano quasi gli oblò di una nave stracolma di clandestini. Mentre al suo esterno un’imponente e spigolosa istallazione contemporanea sembra prendere vita attraverso la proiezione di immagini simboliche e suggestive; al suo interno diventa “luogo” interattivo in cui è possibile “toccare” con mano l’esperienza della traversata mediterranea: la fisicità degli oggetti, i suoni, le luci fanno intraprendere un viaggio introspettivo, alla scoperta di nuovi orizzonti possibili di solidarietà umana. La precisione dell’immagine così realistica – continua don Raimondi - da sembrare fotografica non rappresenta solamente l’estro dell’artista, ma comunica un forte messaggio capace di porre domande a coloro che osservano con occhio attento i migranti clandestini della collezione. L’immagine, diventata oggi uno dei principali mezzi di comunicazione, per la sua immediatezza, spesso, dice molto più delle parole: catturare e immagazzinare immagini è dunque la via brevis per cominciare uno dei possibili percorsi di conoscenza. Il sottotitolo della mostra denuncia infatti che il “guardare fuori” è il primo approccio per scoprire che è necessario “vedere dentro”, confrontandosi con il silenzio più che eloquente delle opere di Iudice. I dipinti esposti si configurano perciò come finestre aperte sul dramma dell’uomo contemporaneo, che portano l’osservatore a vedere dentro di sé, a vivere intimamente il dramma umano, a scoprire e attivare le potenzialità nascoste nelle pieghe del suo essere uomo-accanto all’uomo del nostro tempo".
La mostra, realizzata con il patrocinio della Regione Siciliana Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo, è stata inaugurata alla presenza del vescovo di Caltagirone, mons. Calogero Peri, dell'assessore regionale al Turismo Anthony Barbagallo, del sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo, dell’avvocato Giuseppe Iannaccone che il curatore della mostra, dell’artista autore Giovanni Iudice e del medico Pietro Bartolo protagonista del docufilm "Fuocoammare". Anche la data scelta racconta della volontà di dare risalto all'evento: a ridosso della festività di San Giacomo, patrono della Diocesi, infatti, si registra in città un notevole flusso turistico. E ancora, per la particolare vivacità turistica legata anche al periodo natalizio, la mostra si protrarrà fino al 7 gennaio 2018.
Nell’arco di tempo dell’esposizione saranno organizzate altre iniziative culturali sul tema della mostra, come pure attività didattiche di laboratorio aperte non solo alle scuole, ma anche a tutte le fasce di età. La realizzazione di un catalogo scientifico delle opere esposte suggellerà questo importante evento culturale. [01]
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