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QUARESIMA. IL CAMMINO DELLE CHIESE DI SICILIA   versione testuale

Attraverso messaggi e iniziative concrete, l'esortazione a utilizzare al meglio questo speciale "Tempo di grazia"


Con l’inizio della Quaresima, che come indicato dal Papa ha come tema “La Parola è un dono. L’altro è un dono”, prendono il via anche i percorsi diocesani di preghiera, conversione e carità. Diversi vescovi delle diocesi di Sicilia, attraverso messaggi e iniziative concrete, esortano i fedeli a utilizzare questo speciale tempo - liturgico e umano - per ravvivare la propria fede e il proprio impegno cristiano. Un invito a partire da sé stessi per arrivare agli altri.
Risuonano, allora, il richiamo a scegliere “una vita sobria” che apra “alla solidarietà verso chi soffre”, l'ammonimento a rifiutare il peccato perché esso “non si consuma solo nel segreto del cuore, ma ha sempre delle conseguenze disumane in tutti gli ambiti della nostra vita e delle nostre relazioni sociali ed ecclesiali”, l'auspicio di “purificare le relazioni riscoprendone la bellezza nella verità”.
Tanti gli impegni per la Quaresima di Carità: nel cuore resta l'attenzione alla Chiesa, ai poveri e al mondo, ma anche la volontà di attivare processi integrati di liberazione sociale, di partecipazione e cittadinanza attiva, anche attraverso borse di lavoro.
 
AGRIGENTO. Non c'è un messaggio per la Quaresima a firma dell'arcivescovo, card. Francesco Montenegro, ma la Curia offre un “Diario di bordo” che propone una chiave di lettura per cogliere nella Liturgia della Parola domenicale e festiva gli elementi contenuti nel tema e nella finalità propri della seconda tappa del Piano Pastorale Diocesano 2016-2017. Non solo: il sussidio contiene la possibilità di definire, passo dopo passo, alcuni gli impegni concreti per orientare il cammino personale e comunitario verso la scelta ecclesiale che la Chiesa locale sta compiendo.
Si tratta di uno strumento semplice e di facile utilizzo, destinato a tutti, perché l’intera Comunità segua il cammino della Chiesa diocesana, cogliendone gli sviluppi in una prospettiva spirituale a partire dagli spunti offerti dalla celebrazione domenicale e festiva dei tempi forti.
Lo si può stampare in proprio, utilizzando una fotocopiatrice o un ciclostile; lo si può distribuire durante le Celebrazioni delle domeniche di Quaresima o collocare in evidenza in chiesa perché tutti possano prenderne liberamente una copia; lo si può anche utilizzare per prendere appunti, segnando le proprie riflessioni negli spazi vuoti pensati a tale scopo. Un "Diario di bordo" perché il Piano pastorale stilato da mons. Montenegro è pensato come un viaggio, come un cammino "Verso l'altra riva". Un andare attraverso il quale la Chiesa agrigentina scommette, ancora una volta, sulla disponibilità a ripensare la sua presenza e la sua azione nel territorio.
 
CALTAGIRONE. "Se è vero, com’è vero, che tutto il bene e il male del mondo e della storia è seminato alla radice del cuore di ogni uomo, come leggiamo nel Vangelo – ‘Dal cuore provengono propositi malvagi, omicidi, adultèri, impurità, furti, false testimonianze, calunnie’ (Mt 15,19) –  allora la conversione è davvero l’inizio obbligato dell’unica 'rivoluzione' possibile. La Quaresima – afferma il vescovo mons. Calogero Peri – è un evento di Grazia da celebrare con devozione e umiltà. Essa viene incontro ancora una volta come dono del Padre, che ama la nostra vita e aspetta pazientemente che i suoi ‘prodighi figli’ decidano di alzarsi ed avviarsi finalmente fiduciosi ‘incontro al Padre’, per riscoprire la gioia del ritorno a casa, lasciandosi dietro le spalle quello smarrimento del cuore e quella dissipazione della vita che chiamiamo 'peccato'".
Nel tempo di Quaresima, il pastore della Chiesa calatina consegna ai fedeli il suo invito a rendere palese "lo spessore non solo 'individuale' del cammino di conversione a Dio", perché questo comprende sempre il sentimento ecclesiale e l’apertura del cuore ai fratelli nella carità spirituale, morale e anche materiale (“la carità copre la moltitudine dei peccati”, dice la prima lettera di Pietro, 1Pt 4,8), specialmente nei confronti di quelli più disagiati, sofferenti e bisognosi, o comunque segnati dalla fatica e dall’angoscia del vivere questa stagione storica così problematica, piena di angosce e paure per l’incertezza del futuro". Da questa riflessione nasce lo speciale segno di carità scelto per la Quaresima 2017. Attraverso il progetto denominato “I cantieri della reciprocità”, si vuole dare avvio a borse lavoro con forme contrattuali, "come misura di sostegno al reddito - spiega la Curia di Caltagirone - per rispondere non solamente ai bisogni personali di chi è in difficoltà, ma per dare anche risposte condivise con la comunità a cui si appartiene, promuovendo processi di partecipazione e cittadinanza attiva". Un segno che "vuole rappresentare l’occasione per guardare l’altro, non più come un problema da affrontare ma come una risorsa da scoprire e valorizzare che viene orientata ad attivare processi integrati di liberazione".
Il vescovo mons. Calogero Peri accompagnerà il cammino della Chiesa calatina con una riflessione settimanale che in ciascuna domenica potrà essere consultata e scaricata dal sito della Diocesi. Il progetto, dedicato ai tempi liturgici forti, è promosso e realizzato dall’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali. Ogni domenica di Quaresima, sul sito, sarà possibile seguire e condividere le meditazioni di mons. Peri in preparazione alla Pasqua, condensate in video di circa tre minuti.
 
CALTANISSETTA. “Nel mondo di oggi, purtroppo, il silenzio è bandito. Impaludati nel corso continuo del rumore, abbiamo smarrto la via stretta e discreta che porta alla profondità dell’esistenza e alle altezze dello spirito”. Lo scrive mons. Mario Russotto, vescovo di Caltanissetta, nel suo messaggio per Quaresima. Anche “nelle nostre comunità e nelle nostre celebrazioni il silenzio è forestiero – avverte il presule -. Troppo spesso le nostre liturgie sono ‘scenograficamente spettacolari’ e scarsamente mistagogiche, riempiono occhi e orecchi ma non il cuore e non fanno minimamente esperire le profondità del Mistero”. Di qui l’invito: “A cominciare da questa Quaresima vorrei che nelle nostre parrocchie le liturgie fossero più sobri, più attente al Celebrato piuttosto che alla celebrazione in sé; più dense di silenzio, piuttosto che risonanti di clamori e rumori; più partecipate piuttosto che semplicemente ‘assistite’… Diversamente celebriamo parole che non parlano, liturgie che non santificano, preghiere che non comunicano”. Secondo il vescovo, “chi ha paura di se stesso cerca la compagnia del rumore”, mentre “silenzio è capacità di tornare al porto del proprio centro interiore, dopo aver navigato nel mare dell’esteriorità”. Di qui l’esortazione a fare in questa Quaresima “il proposito di ritagliarci uno spazio e un tempo di silenzio”: “Dedichiamoci 10-15 minuti ogni giorno alla preghiera di silenziosa riflessione e contemplazione”, meditando anche su “su alcuni brevi versetti dei racconti evangelici della Passione di Gesù”, per diventare “familiari con la nostra interiorità” e “accogliere la nostra stessa presenza aperta alla divina Presenza”.
 
MAZARA DEL VALLO. Il vescovo mons. Domenico Mogavero, nel suo Messaggio di Quaresima alla diocesi, invita i fedeli a compiere opere di misericordia, a “purificare le relazioni riscoprendone la bellezza nella verità”. Sottolinea l’esigenza per tutti di conversione, “di ritornare sui passi che hanno segnato il nostro itinerario di sequela del Signore Gesù”. Mogavero cita Papa Francesco il quale ricorda come “la Quaresima è un nuovo inizio che conduce verso la vittoria di Cristo sulla morte”. “Negli altri periodi dell’anno la ricerca della direzione giusta – scrive mons. Mogavero – non è favorita dai contesti nei quali ci si trova a vivere; mentre in queste settimane risulta quasi naturale e spontaneo rientrare in se stessi per fare ordine”. “La Quaresima – aggiunge – è il tempo della riscoperta dell’amore di Dio, riservato a coloro che sanno approfittare e valorizzare l’opportunità del ritorno a lui attraverso il pentimento e la conversione”. Infine, ancora una citazione, stavolta di Papa san Clemente I, per spiegare che “il ringiovanimento del cuore ridà vitalità al nostro rapporto con Dio, riscoperto e riamato come Padre, pronto non all’ira e al castigo, ma al perdono e all’abbraccio”. Il bisogno di "cercare la direzione giusta" è accompagnato da una immagine: "Chi guida un automezzo - scrive il vescovo - conosce un cartello denominato 'inversione a U'. Tale formulazione nel linguaggio corrente potrebbe essere trascritta così: ritorna sui tuoi passi. Mi sembrerebbe questo uno slogan espressivo per scandire il tempo sacro della Quaresima".
 
MESSINA. La Diocesi dello Stretto guarda all'Africa. Per la Quaresima di quest'anno, l’equipe di Caritas diocesana ha pensato di proporre progetti per la realizzazione di “opere segno” in alcuni Paesi africani segnati da condizioni di povertà estrema. Titolo scelto per indicarli è "Un tetto per accogliere". "Pensare all'Africa non significa - spiega la Curia messinese -, come si potrebbe pensare, 'non guardare le povertà di casa nostra', ma, piuttosto, tenere sempre vivo il mandato pastorale che la Chiesa affida alla Caritas: servire la Chiesa, i poveri ed il mondo. In particolare, per la Quaresima di carità 2017, si desidera condividere l’appello che giunge dalla parrocchia di San Taddeo di Munyana, diocesi di Kigali (Rwanda): un territorio particolarmente caro a tutti noi, considerato che già parecchi decenni fa, la nostra arcidiocesi, ha stretto un gemellaggio proprio con quella diocesi dell’Africa".
 
MONREALE. Mons. Michele Pennisi auspica l'impegno per "una vita sobria" che apra "alla solidarietà verso chi soffre”. “La Quaresima è il momento favorevole per celebrare e sperimentare, a partire dall’ascolto della Parola di Dio, l’amore del Padre misericordioso, che ci accoglie come figli, ci perdona e ci invita a vivere la fraternità universale, realizzando una sincera e profonda conversione personale e comunitaria. La vita cristiana - scrive l'arcivescovo nel suo Messaggio per una Quaresima di fraternità - esige una lotta quotidiana contro il male, nella certezza della vittoria di Cristo Risorto sul peccato e sulla morte”, osserva l’arcivescovo, ricordando che “tra le ‘armi’ suggerite ci sono il digiuno, la preghiera, e l’elemosina”. E ancora: “Il digiuno non è una pratica salutista ma un segno di penitenza che ci fa partecipi della lotta di Cristo contro la tentazione di diventare schiavi del denaro, del potere oppressivo, del piacere sfrenato, della violenza cieca e delle molteplici forme di dipendenza, quali la mafia con le piaghe cancrenose dell’usura e del pizzo, la droga, il gioco d’azzardo, l’alcol, l’uso esagerato dei social network”, prosegue Pennisi, secondo cui “una vita sobria apre alla solidarietà verso coloro che soffrono a causa di fame, povertà, ingiustizie, guerre e ogni violenza”. Forte dell'esperienza della recente visita in Tanzania, nella diocesi di Iringa, dove sono state realizzate opere da parte di comunità e associazioni della diocesi monrealese, mons. Pennisi invita “a vivere una ‘Quaresima di fraternità’ per contribuire alla realizzazione di opere caritative” segnalate dal vescovo di Iringa, mons. Tarcisius Ngalalekumtwa. In particolare “il completamento di una scuola secondaria per ragazze nel villaggio di Kilòlo, il sostegno alla scuola per cucito nel villaggio di Izazi e un aiuto al dispensario sanitario di Migoli”. Inoltre, aggiunge, l’arcivescovo, “incoraggio tutti i fedeli ad aiutare le famiglie in difficoltà, ad aprirsi all’accoglienza dei profughi, a dare speranza ai nostri giovani, sostenendoli nel trovare un lavoro dignitoso per far crescere la cultura dell’incontro nell’unica famiglia umana”.
 
PALERMO. "Vi prego, come vostro fratello e pastore, di aprire i nostri cuori nella semplicità e nella piccolezza, sentendoci realmente poveri davanti a Dio e davanti agli uomini. Nessun bisognoso vada via da noi senza una nostra parola e senza un nostro concreto sostegno, perché ogni povero ci rivela la nostra costitutiva povertà". Mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, ha scritto il suo Messaggio ai fedeli per accompagnarli in "questo tempo di conversione, tempo di vicinanza a Dio, di vera amicizia con Lui, che ci permette di uscire fuori da ogni mediocrità. Sì - sono le parole di mons. Lorefice - è proprio così. Quando ci si lascia incontrare da Dio nella sua Parola noi cogliamo appieno tutta l’altezza della nostra dignità umana e ci rendiamo conto di quanto arido sia il nostro cuore e insipiente la nostra mente: e così insensibilità e stoltezza prendono il sopravvento non solo nella nostra vita privata ma anche nella vita sociale". Con il Papa, invita ad "intensificare la vita dello spirito attraverso i santi mezzi che la Chiesa ci offre: il digiuno, la preghiera e l'elemosina". Perché aver cura di sé stessi, della propria vita di fede, significa poter cambiare il mondo intero. "Il peccato - spiega l'arcivescovo - non si consuma solo nel segreto del cuore ma ha sempre delle conseguenze disumane in tutti gli ambiti della nostra vita e delle nostre relazioni sociali ed ecclesiali. La luce della sua Parola, all’interno della dinamica del dono della sua amicizia, diventa allora generatrice di nuova vita, di nuove relazioni. Veniamo liberati dal ripiegamento egoistico per essere impiegati creativamente nel cantiere della comunione fraterna, del bene, della giustizia, della solidarietà e della pace". [01]
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