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NOTO. UNA PREGHIERA PER CHI HA PERSO LA VITA NEL MEDITERRANEO   versione testuale

A Pozzallo con la Caritas, la fondazione Migrantes, l’associazione We Care e il Comune

Una veglia di preghiera è stata celebrata venerdì 6 luglio 2018, a Pozzallo, per ricordare i migranti che hanno perso la vita durante la traversata del Mediterraneo. A organizzarla, la diocesi di Noto con la Caritas, la fondazione Migrantes, l’associazione We Care e il Comune. Durante il momento di preghiera sono stati letti alcuni versi (“Non ti allarmare fratello mio, dimmi, non sono forse tuo fratello? Perché non chiedi notizie di me?”) di una poesia di Tesfom Tesfalidet, il ventiquattrenne eritreo ripescato in mare e ricoverato a Pozzallo, il 13 marzo scorso, in condizioni disperate per la fame, la tbc e le percosse subite dai trafficanti e morto dopo 24 ore di agonia. In tanti hanno riempito l’anfiteatro del lungomare di Pozzallo. Padre Gianni Treglia, missionario per 16 anni in Tanzania, ha introdotto il momento di preghiera, ricordando “il dolore dei morti innocenti e l’impegno dei cristiani a non lasciare da soli questi fratelli, senza chiudersi nell’egoismo e nella paura”. Nel corso della veglia sono stati letti anche alcuni interventi di Papa Francesco sul dramma dei migranti. Nella sua riflessione, il vicario generale della diocesi di Noto, mons. Angelo Giurdanella, ha rimarcato la responsabilità dei cristiani verso questa crisi umanitaria, esortando tutti, credenti e non, a “farsi promotori di una cultura più umana, quella cultura dell’incontro così centrale nell’insegnamento del Papa, e a non chiudere i porti, ma soprattutto i cuori e le menti”. [01]

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