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CALTAGIRONE. BONAVENTURA SECUSIO: “L’UOMO, IL PASTORE, IL DIPLOMATICO”   versione testuale

Un convegno di studi a 400 anni dalla sua morte

Un convegno di studi su padre Bonaventura Secusio avrà luogo sabato 7 aprile 2018, alle ore 17.00, nel Salone di Rappresentanza del Municipio di Caltagirone, sua citta natale, che intende così ricordare i quattrocento anni dalla sua morte. Il tema del Convegno disegna in modo eloquente la sua storia umana culturale e spirituale: “L’uomo, il pastore, il diplomatico”.
Alle ore 17.00 porgeranno il saluto di apertura ai convegnisti il vescovo di Caltagirone, mons. Calogero Peri, il sindaco di Caltagirone Gino Ioppolo, la dirigente dell’Istituto Superiore “Bonaventura Secusio” di Caltagirone Concetta Mancuso e, per la  “Società Calatina di Storia Patria e Cultura”, il presidente Antonio Navanzino. Inoltre interverranno: don Stefano Brancatelli della diocesi di Patti, mons. Cesare Di Pietro della diocesi di Messina e mons. Gaetano Zito della Diocesi di Catania.
Illustreranno la personalità e l’attività di Bonaventura Secusio i relatori: fra’ Vincenzo Piscopo della Provincia dei Frati Minori di Sicilia e Giacomo Pace Gravina, dell’Università degli Studi di Messina. Saranno presenti in rappresentanza del Consolato di Francia a Catania Antonio Laurentini e per il Consolato di Spagna a Catania Luca Mirone. Modererà i lavori del convegno il Presidente del Lions Club di Caltagirone, Enzo Nicoletti.
A conclusione dell’evento, sarà svelata l’epigrafe commemorativa collocata presso lo Scalone d’onore del Palazzo di Città donata dal Lions Club di Caltagirone promotore dell’evento.
Nato a Caltagirone nel 1558 da una delle più illustri famiglie della città, Bonaventura Secusio, dopo aver studiato nel Collegio dei Gesuiti, perfezionò i suoi studi all’Università di Catania. Tornato in patria, entrò nell'ordine degli Osservanti di S. Francesco, divenendone anche Ministro generale. Le sue doti umane e le qualità spirituali e culturali lo segnalarono all’attenzione del Cardinale Aldobrandini, nipote di Clemente VIII, che lo volle Nunzio Apostolico, incaricandolo a trattare la pace fra il Re Filippo II di Spagna ed Enrico IV di Francia. Successivamente fu impegnato anche nella mediazione di pace tra Enrico IV ed il Duca di Savoia Carlo Emanuele. La sua intensa attività diplomatica gli guadagnò il titolo di “Patriarca di Costantinopoli”.
Fu inviato come Vescovo a Patti nel 1600, come Arcivescovo a Messina nel 1605, e infine come Vescovo a Catania, dove morì il 29 Marzo 1618. Nel duomo di questa città si conserva il monumento funebre che lo ritrae devotamente inginocchiato nei pressi della Cappella del SS.mo Sacramento.
Ha lasciato anche scritti importanti, come gli “Statuta constitutiones et decreta pro salubri redimine totius seraphicae religiones” (inseriti nella Cronologia dell’Ordine di San Francesco); una “Historia pacis intr Philippum II hispaniarum et Henricum IV gagliarum reges”; le “Costitutiones synodales Ecclesiae catanensis” . [01]
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