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CALTAGIRONE. UNA GIORNATA DEDICATA AL VESCOVO MONS. FASOLA   versione testuale

Per ricordarne esempio e fede e per "accompagnarne il processo di canonizzazione"

Una giornata di preghiera per ricordare il Servo di Dio Mons. Francesco Fasola, XI vescovo di Caltagirone, che guidò la diocesi negli anni 1961-1963, e accompagnarne il processo di canonizzazione. L'ha promossa la Diocesi calatina, ma la causa è abbracciata con unanime volontà dalle diocesi di Novara, Agrigento, Caltagirone e Messina, in cui operò. Un appuntamento che vuole essere "segno inconfondibile del suo passaggio edificante tra quanti, avendolo conosciuto e apprezzato in vita, intendono adesso zelarne la sua elevazione alla gloria degli altari". Primi tra questi gli “Amici di Mons. Francesco Fasola”, costituitisi in Associazione fin dal 1991, e divenuti poi parte attiva nel Comitato Promotore della Causa, che, con apposito Statuto approvato da Mons. Rosario Gisana, Vescovo di Piazza Armerina nel 2017, intendono conservarne viva la memoria e “trasmettere i santi insegnamenti del servo di Dio” (art. 1).
Nato a Maggiora (NO) il 23 febbraio 1898 e ordinato presbitero della Chiesa di Novara il 26 giugno del 1921, dal 2 maggio del 1954 fu Vescovo coadiutore di Agrigento, prima del suo ingresso a Caltagirone come XI Vescovo, succedendo a Mons. Pietro Capizzi. Rimase a Caltagirone solo tre anni, ma bastarono a lasciare nella memoria della chiesa calatina una traccia indelebile e un segno molto forte per lo zelo pastorale, l’affabilità e dedizione instancabile, oltre che per la devozione a Maria SS.ma, caposaldo della sua spiritualità. Traferito a Messina come Arcivescovo-Archimandrita, vi rimase negli anni vivaci del post-concilio, fino a quando si ritirò nella sua diocesi di origine, dove visse gli ultimi anni della sua vita. 
A Caltagirone è presente un gruppo molto attivo di “Amici” animato dai coniugi Salvatore Scollo e Maria Concetta Iudica: “La recente celebrazione del Bicentenario – dice l’assistente spirituale Mons. Umberto Pedi – ha offerto alla nostra Chiesa calatina e a tutti l’opportunità di farci più attenti a quanto lo Spirito ha operato e continua a operare in questa porzione del Popolo di Dio, chiamata ad essere santa come Lui è Santo. Nella nostra diocesi sono aperti vari processi di canonizzazione di modelli di santità sovente relegati nell’oblio e nella trascuratezza della nostra mente e del nostro cuore, e che sono, invece, veri gioielli di famiglia che vanno recuperati e valorizzati”.
Il riferimento, oltre che a mons. Fasola, è a personalità di grande spicco nella storia e nel “martirologio” di questa comunità e diocesi, come i Servi di Dio: p Innocenzo Marcinnò, ministro generale dei Cappuccini e grande taumaturgo, Fr. Francesco Cascio di Licodia Eubea, p. Antonio Scalmato, dei frati minori, sr. Veronica Barone terziaria francescana di Vizzini; e più di recente don Luigi Sturzo e il fratello mons. Mario, Vescovo di Piazza Armerina. Di tutti questi sono in corso i processi canonici per la elevazione alla gloria degli altari. Per non dire della Beata Lucia da Caltagirone, abbadessa francescana del XV secolo.
Per mons. Calogero Peri, vescovo di Caltagirone, che promuove e condivide convintamente questa iniziativa: “Sono tutte personalità eminenti che hanno concorso con la coerenza della loro vita e la loro testimonianza, a far ‘santa’ questa terra, e meritano perciò di essere richiamati a rivivere nella memoria della nostra Chiesa come frutto di Grazia, segno e stimolo a dare perenne vigore di santità alla nostra comunità diocesana, perché si faccia erede di tanto patrimonio di santità, rinnovando l’impegno apostolico di evangelizzazione che è il proprium della Chiesa, la sua stessa natura sacramentale, bisognosa, oggi forse più che mai, di nuova linfa e vigore missionario. L’invito a far memoria di questi illustri fratelli, che nella santità hanno vissuto e alla santità ci invitato, collaborando dal Cielo con la loro potente intercessione, è il motivo di questa giornata di preghiera da promuovere e valorizzare nelle modalità proprie di ciascuna parrocchia e realtà ecclesiale”. [01]
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