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TRAPANI. TERREMOTO DEL BELICE: VESCOVO FRAGNELLI NEI PAESI COLPITI DAL SISMA   versione testuale

Celebrerà messa a Calatafimi Segesta e, intanto, condivide sentimenti e pensieri della sua prima visita a quei luoghi

Il vescovo di Trapani sarà a Sasi, Calatafimi Segesta, venerdì 26 gennaio 2108 e lì celebrerà messa nel ricordo delle vittime del terremoto che 50 anni addietro distrusse la Valle del Belice. Morirono i 400. Domenica 14 gennaio mons. Pietro Maria Fragnelli era stato nei luoghi colpiti dal sisma. Ecco quanto ha scritto lo stesso presule nel suo diario di quella giornata intensa.
"Per tutta la giornata di domenica 14 gennaio ho cercato l’anima siciliana nella Valle del Belìce. Superate lentamente le distrazioni dovute alla macchina organizzativa - che si mette in moto quando si muove il Presidente della Repubblica, anche se si tratta di quel Siciliano mite e forte che è Sergio Mattarella, assolutamente schivo ed essenziale - sono rimasto colpito da alcuni filmati e da un paio di voci che hanno riproposto quelle ore tristissime nell’auditorium di Partanna. Ma soprattutto mi ha emozionato entrare da solo nelle rovine del paese abbandonato di Montevago. Ho cercato il dialogo con coloro che sono tornati nella polvere - come dice la Bibbia - proprio lì, sotto pietre e fango omicidi! Ho cercato di captare i loro sogni - conditi di lacrime e preghiere - sfociati direttamente nella vita eterna. Lo sforzo di raccontare la memoria sociale e di denunciare la responsabilità politica di 50 anni frustranti mi ha avvilito, ma non scoraggiato.
Mi sono posto e mi pongo dalla parte dei bambini e dei giovani intervenuti. A loro vorrei consegnare pagine bianche, senza le macchie delle nostre umane miserie, pagine di un quaderno della vita da scrivere con fiducia negli anni futuri. Certo: non tutte le pagine del libro della vita resteranno leggibili, molte saranno strappate dalla “terra ca nun senti” e dalla malvagità di chi semina terremoti nella società; ma pagine incompiute e belle, che attendono e invocano l’arrivo della nuova primavera della vita, la scoperta del senso umano e cristiano del nascere e del morire. I ruderi della chiesa rimasti in piedi dicono l’anima credente di un popolo che guarda alla casa che costruiamo nel cielo. Giorno dopo giorno: con l’amore e la verità, la giustizia e il perdono, le conquiste e le sconfitte. Costruiamo con la fede e la speranza, merce rara e preziosa!". [01]
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