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TRAPANI. "UN PRETE SEMPRE OLTRE": L'INCREDIBILE STORIA DI DON DE FLORIO TRA GLI ZINGARI E I SEM TERRA   versione testuale

La presentazione del volume con l'autrice, Alba Monti, e il vescovo Fragnelli

"Si può vivere tutta la vita senza fermarsi mai? E soprattutto si può vivere andando oltre con coerenza? Questo libro offre una testimonianza credibile di come si può diventare grandi, nella vita, andando sempre 'oltre', fino al paradosso evangelico di 'diventare bambini'!". Così il vescovo di Trapani, mons. Peitro Maria Fragnelli, nella Prefazione del libro dedicato a don Vincenzo De Florio. Una storia, quella del sacerdote pugliese, "che sembra un romanzo, vissuta in un continuo 'dirottamento'". Una storia che è diventata un volume (Pensa Mutimedia) a cura dell’antropologa Alba Monti del Comitato Scientifico dell'A.I.FO. nazionale, una parte della sua vita trascorsa tra gli Indios Guarani : “Se non diventerete come bambini. Storia di un prete rimasto bambino” che sarà presentato mercoledì 19 luglio 2017, con inizio alle ore 20, presso la sala “Giovanni XXIII” del Polo Culturale e Museo “San Rocco” a Trapani. Con l’autore e la curatrice interverrà il vescovo Pietro Maria Fragnelli. Modera Liborio Palmeri, delegato vescovile e direttore del “San Rocco”.
Don Vincenzo De Florio chiamato in Brasile padre Vicente - è nato a Palagiano nel1928 e da sacerdote si è occupato per molti anni della pastorale degli zingari, pubblicando il libro “Zingaro mio fratello” frutto della sua esperienza di 16 anni di vita itinerante con i rom khorakhanè del Montenegro e cristiani calabresi della baraccopoli di Lamezia Terme. Da sempre impegnato nel servizio ai poveri ed agli “ultimi”, ha ricoperto anche incarichi istituzionali nella pastorale diocesana e  l’ufficio di Vicario generale della Diocesi creando case di accoglienza per ex tossicodipendenti, senza fissa dimora ed ex detenuti. Da Vicario Vescovile ha dato un impulso decisivo al gemellaggio con il Brasile, con la diocesi di Proprià fino quando, nel gennaio 1996, nonostante l’età avanzata di quasi 70 anni, un nuovo “dirottamento” e la partenza come missionario fidei donum in Brasile dove è stato parroco del municipio di Santana do S. Francisco, insieme a sei villaggi e case sparse dappertutto, spesso difficilmente raggiungibili, per complessivi circa 7.000 parrocchiani, prete dei Sem terra. [01]
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