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CALTAGIRONE. "CASA FONS MISERICORDIAE": OPERA SEGNO DELL'ANNO DEL GIUBILEO   versione testuale

Darà riparo ad adulti e minori vittime di violenze e abusi e proporrà laboratori e "iniziative sociali e socializzanti"

 Martedì 13 giugno alle ore 18, mons. Calogero Peri, vescovo di Caltagirone, inaugurerà e benedirà la “Casa Fons Misericordiae”, nel quartiere della Parrocchia Maria SS. del Ponte a Caltagirone. Saranno presenti all’inaugurazione don Vinicio Albanesi, Presidente della Comunità di Capodarco e il Sindaco di Caltagirone,  Gino Ioppolo.
Il centro, denominato “Casa Fons Misericordiae”, per richiamare il titolo del Santuario della Madonna del Ponte, rappresenta il segno concreto della Diocesi a conclusione dell’anno giubilare della Misericordia e del Bicentenario.
"L’anno della misericordia è stato un dono dello Spirito - spiega mons. Calogero Peri, vescovo di Caltagirone - ha segnato in maniera irreversibile il percorso storico della Comunità cristiana. In ogni angolo del mondo e in ogni spazio umano sono sbocciati semi bellissimi, piccoli e grandi, di ogni dimensione e colore, che rendono visibile e palpabile la ricchezza di un amore senza confini e senza perimetri, che il Vangelo esige, non solo da ogni credente, ma da ogni coscienza aperta alla logica del vero “bene” da cercare insieme e da mettere in comune con stile plurale e accogliente. Tra questi piccoli semi sbocciati è da collocare come “segno” del Giubileo della Misericordia e del nostro Bicentenario anche l’iniziativa della Casa “Fons misericordiae” che, nel quartiere del Ponte, sarà segno permanente di questo proposito della Chiesa Calatina di accompagnare il cammino di ogni fratello, specialmente là dove la domanda e l’urgenza della prossimità si fanno più concreti".
La parrocchia ha presentato un progetto per un centro polivalente di accoglienza per persone in difficoltà appartenenti alle fasce deboli della comunità locale, con il sostegno della diocesi, il contributo del Progetto 8xmille “Un Ponte verso il Futuro” della Caritas diocesana e il contributo della Comunità di Capodarco. Si è così creata una struttura per dare riparo ad adulti e minori vittime di violenze e abusi, con la possibilità di svolgervi varie attività di laboratorio e una serie di "iniziative sociali e socializzanti".
"Il Progetto "Un Ponte verso il Futuro" – afferma don Luciano Di Silvestro, direttore della Caritas Diocesana - si propone di intervenire sul versante della prevenzione, del sostegno e della promozione sociale dei minori attraverso strategie di intervento educative mirate e progettate al fine di renderli protagonisti attivi del loro percorso di crescita che consenta loro un reale e concreto inserimento sociale. La Caritas diocesana, oltre al lavoro di coordinamento, vuole essere un segno tangibile della presenza della comunità ecclesiale in un territorio fragile, con un lavoro di identificazione e disagio sociale. Promuovendo forme di volontariato che prevedano il coinvolgimento dei giovani, sviluppando in tal modo esperienze educative formative di partecipazione sociale, di integrazione giovanile e di promozione alla cittadinanza attiva e partecipata tra gli stessi giovani".
La “Casa Fons Misericordiae” agirà in sinergia con il centro della Città dei ragazzi, grazie anche al contributo di tre suore equadoregne, sr. Maria, sr. Lucia e sr. Pia, Suore Francescane della Carità, giunte a Caltagirone da qualche mese e che già in Equador svolgevano attività di solidarietà, aggregazione e socializzazione in strutture della Comunità di Capodarco.
"Il centro di accoglienza – per il parroco don Francesco Di Stefano  svolgerà una funzione pastorale e sociale, per il recupero delle marginalità del centro storico. In un primo momento fungerà da centro diurno per bambini e ragazzi, con attività di recupero scolastico e laboratori di vario genere, promossi in stretta sinergia con la Città dei Ragazzi. In una seconda fase sarà anche un luogo di accoglienza di ragazze madri e famiglie in difficoltà. L’auspicio è che esso possa diventare una longa manus del Santuario di Maria Santissima del Ponte, che non è soltanto luogo di culto, ma pure di carità". [01]
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