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CALTAGIRONE. "DILECTISSIMI FRATRES ET FILII..."   versione testuale

Pubblicate le lettere di inizio di ministero pastorale di tutti vescovi che hanno retto la Diocesi

Un ponderoso volume di 400 pagine, a cura di don Umberto Pedi e Francesco Failla, viene ad arricchire la bibliografia del Bicentenario della Chiesa calatina appena concluso. Si tratta di una attenta riproposizione di documenti magisteriali dei vescovi che hanno governato la Chiesa calatina in questi due secoli, disegnandone i contorni spirituali e culturali. Il libro sarà presentato venerdì 21 aprile 2017, alle ore 18.30, a Caltagirone, nella Sala conferenze dell'Hotel Villa Sturzo. Dopo i saluti di don Francesco Brancato, vicario episcopale per la Cultura, interverranno mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, figlio illustre di questa comunità diocesana, e don Antonio Parisi, della Facoltà Teologica di Sicilia e Presidente della Commissione per il Bicentenario. Le conclusioni saranno affidate a mons. Calogero Peri, vescovo di Caltagirone.
"Si rimane affascinati – scrive mons. Calogero Peri nella presentazione – nel rileggere le lettere di inizio di ministero pastorale dei vescovi che in questi due secoli hanno retto e governato la Diocesi di Caltagirone. Sono voci vive e attuali che dimostrano come in ogni tempo questa nostra comunità locale ha vissuto e testimoniato la missione della Chiesa universale in comunione e sotto la guida del proprio pastore".
"Attraverso la conoscenza di questi documenti - è spiegato in una nota della Curia di Caltagirone - emerge più vivo e vero il percorso storico di questa Chiesa, narrato non soltanto attraverso gli eventi che si sono succeduti nella cronologia e nella successione delle persone, ma anche attraverso la 'rilettura' dei contenuti spirituali, pastorali, catechetici, che i vari Pastori succedutisi sulla cattedra di San Giuliano, hanno offerto ai cristiani di questo territorio loro affidato, educandoli «come vicari e legati di Cristo, col consiglio, la persuasione, l’esempio, ma anche con l’autorità e la sacra potestà» (LG 27) nella fede e nella fedeltà a Cristo nel cammino quotidiano e nell’appartenenza a 'questa concreta' porzione di Chiesa. Nei fermenti dell’evoluzione storica delle vicende sia religiose che socio-politiche di questi due secoli - si legge ancora -, questo riferimento è stato elemento certamente determinante essendosi trattato di tempi, come è noto, molto complessi e delicati. Ricordare con consapevole gratitudine il Bicentenario, scrive nella conclusione mons Peri, significa «guardare al passato per vivere bene il presente e trasmettere alle generazioni future il patrimonio di fede e spiritualità di cui siamo eredi". [01]
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